Antimafia e diritti, incontro a Roma con Nino D’Angelo

Negli spazi dell’Accademia Popolare dell’antimafia e dei diritti,  Nino D’Angelo è stato protagonista di un incontro organizzato dall’associazione daSud. Tra memorie personali, aneddoti e vicende legate alla sua lunga e gloriosa carriera, ed osservazioni sull’importanza della scuola e dell’educazione per contrastare la povertà e la disuguaglianza sociale, l’artista si è ben volentieri messo a disposizione dell’associazione, a testimonianza del suo impegno in favore dei più deboli e dei meno fortunati.

L’associazione daSud, nata in Calabria nel 2005 e trasferitasi a Roma nel 2009, si occupa di promozione dei diritti, rilancio delle periferie e contrasto alle mafie, sviluppando progetti in ambito sociale e culturale. È a daSud che si devono la prima Mediateca su mafie e antimafie, fondata nel 2013 ed intitolata a Giuseppe Valarioti (intellettuale calabrese assassinato nel 1980 dalla ‘ndrangheta); Restart, il festival nato nel 2015 che si occupa di creatività antimafia e diritti; RadiodaSud, la web radio che dal 2016 dà spazio ai medesimi temi; e appunto l’Accademia AP, organizzatrice dell’evento in questione, che si è tenuto nella sua sede, l’Istituto di Istruzione Superiore Enzo Ferrari nel quartiere Tuscolano.

“Oggi penso che la scuola sia uno strumento importante e fondamentale per il futuro di tutti i ragazzi, soprattutto di quelli che vivono ai margini delle città – ha detto D’Angelo. Condannati da sempre all’emarginazione, non sanno che il loro non sapere rafforza il potere di chi sa. Il tempo che mi rimane mi piacerebbe spenderlo per aiutare a costruire un esercito di intelligenze, affinché anche gli ignoranti capiscano che la cultura è come l’aria, un diritto di tutti”.

Dai primi grandi successi della metà degli anni ’70, passando per il cinema, ad innumerevoli concerti sold-out in Italia e all’estero, fino allo sdoganamento arrivato dopo molti anni, anche grazie a figure quali Goffredo Fofi e Pippo Baudo, per arrivare ai David di Donatello ed alla direzione artistica del Teatro Trianon, ed infine all’oggi: un racconto appassionato, proposto da D’Angelo con grande semplicità ed humour, che ha divertito ed intrattenuto il pubblico. E che, in aggiunta alla leggerezza ed alle risate ispirate dagli episodi più spiritosi, non ha mancato di fornire elementi di riflessione, con i continui richiami all’importanza di valori quali onestà, cultura, amore per la propria famiglia. “Diciamolo, ai ragazzi, che la vita del delinquente non è una bella vita. Si possono avere tanti soldi, ma si vive nascosti, sotto tiro, pieni di nemici. Bisogna invece capire che una vita onesta è l’unica strada. Che ci si può e si deve accontentare, senza inseguire inutilmente lusso e ricchezze, che pure se arrivano, non danno in realtà niente.”

Il cantautore napoletano è pronto a una nuova avventura: il suo tour estivo “Il Poeta che non sa parlare” partirà dall’Arena Flegrea della sua Napoli il 21 luglio, per poi proseguire in Sicilia, Calabria, Pescara e Lecce. “Sarà nuovamente l’occasione per presentare il mio progetto de ‘Il Poeta che non sa parlare’, ma anche i miei grandi successi degli anni Ottanta e Novanta – dichiara D’Angelo – a partire da ‘Nu jeans e ‘na maglietta’, che quest’anno compie 40 anni. Nel corso dello spettacolo metterò a confronto le mie due anime, quella più leggera e quella più legata al sociale”.

E come dichiara il presidente di daSud Danilo Chirico, Nino D’Angelo “con il suo lavoro ha saputo evolversi, cambiare e rivoluzionare il proprio punto di vista, restare in sintonia con il presente, intercettare un pubblico sempre più ampio ed eterogeneo. Caratteristiche fondamentali per chi come noi – con il progetto educativo e culturale di ÀP, nato all’interno di una scuola di periferia che oggi ospita un cinema, un teatro, una web radio e una biblioteca – vuole guardare al mondo delle periferie sempre con occhi e strumenti nuovi, praticare l’arte e la cultura come antidoto antimafia e offrire ai più giovani nuove opportunità e possibilità”.