L’EDITOREEL: Ageismo, ecco un’altra forma di discriminazione

Anche l’età può diventare un elemento divisivo e alimentare paure, stereotipi e discriminazioni in tutti i settori e che in Italia coinvolge anche le aspiranti mamme.

Sapevate che anche l’età può diventare un elemento divisivo e alimentare paure, stereotipi e discriminazioni?

Si chiama Ageismo!

E non riguarda solo gli anziani. Perché, nel lavoro per esempio, se da un lato l’età anagrafica recente viene considerata un alibi per non proporre contratti decorosi, retribuzioni decenti e ruoli di responsabilità, alcuni aspetti si complicano per i più maturi.

È nota, ad esempio, la complessità di (ri)trovare un lavoro dopo una certa età o quella di poter cambiare percorso, magari scegliendo quello che si è capito tardi essere più affine alla propria personalità.

Oppure, ancora ci stupiamo di fronte a influencer over 50, anzi è proprio nell’ambito tecnologico che si misurano di più le differenze generazionali.

Quanti giovani, ad esempio, provano imbarazzo nel vedere i propri genitori o nonni sbarcare sui social?

Eppure, dati alla mano, molte indagini parlano di un’Italia caratterizzata soprattutto da adulti e poche nascite. Anzi, l’ultimissima definisce le puerpere italiane le più vecchie d’Europa perché il primo figlio arriva, per le più fortunate, a 31 anni e mezzo.

E dal momento che si sta abbassando anche il tasso di fecondità, è chiaro che diventare madre in Italia è diventato una lotta contro il tempo!


L’editoreel è la rubrica di Katiuscia Laneri, fondatrice e direttrice della testata giornalistica, pensata per i social media con l’obiettivo di riportare brevi considerazioni e pensieri personali in una nuova e più moderna modalità di comunicazione.

 

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