La Regione Campania lancia un progetto sui rifiuti marini

In Regione Campania il responsabile scientifico Dott.ssa Marcella De Martino, l’Assessore regionale all’Agricoltura Dott. Nicola Caputo, il Direttore Generale per le Politiche Agricole, alimentari e forestali, la Dott.ssa Maria Passari hanno presentato il progetto FIRM “Una rete da pesca per la filiera dei rifiuti marini”.
Obiettivo generale del progetto è la sperimentazione e la creazione di una procedura tecnico-organizzativa ed amministrativa per lo sviluppo di una filiera innovativa dei rifiuti marini, che possa anche favorire la protezione e la conservazione delle risorse biologiche marine in modo stabile, duraturo ed organizzato.

Ispirandosi a modelli di economia circolare attualmente utilizzati in altri contesti territoriali, e focalizzandosi su alcune categorie specifiche di rifiuti, le reti da pesca e le bottoglie di PET, il progetto prevede la definizione di soluzioni innovative per la costruzione di una filiera efficiente ed efficace.

Nel dettaglio, si valuteranno gli aspetti organizzativi, tecnici, strutturali ed economico/finanziari, nonché le ricadute che l’attivazione della filiera dei rifiuti in mare potrà avere in termini economici, sociali ed ambientali.

Stiamo creando un percorso virtuoso con i pescatori, abbiamo fatto di necessità, virtù, il mare è una grande opportunità non solo per migliorare le nostre acque ma deve essere un valore aggiunto per la nostra economia, il commento del Dott. Nicola Caputo, Assessore regionale all’Agricoltura.
Nasce una partnership di rete e finanziamenti economici, accompagniamo i pescatori in queste attività con nuove collaborazioni, un impegno comune con misure di sostegno legate ad un’attività misurabile.
La pesca resta un’opportunità per la Regione che viene dimenticata troppo spesso, siamo una regione a forte vocazione ittica e con questa collaborazione vogliamo aumentare e aiutare il settore che è all’avanguardia.
Una serie di soluzioni innovative affinché lo scarto e il rifiuto possano diventare una risorsa, abbiamo coinvolto varie amministrazioni comunali presenti anche nella legge Salvamare che è stata approvata in senato recentemente.

La grande novità è la predisposizione di aree ecologiche vicino agli ormeggi affinché i pescherecci possano gestire i rifiuti e differenziarli, che verranno poi monitorati attraverso una collaborazione attiva tra regione, amministrazione comunali e reti di pescatori.
In seguito come CNR faremo una valutazione della distribuzione delle risorse, una valutazione chimico fisica necessaria per poi considerare le soluzioni sul territorio, il commento della Dott.ssa Marcella De Martino, responsabile scientifico del progetto.

Nell’agricoltura il lavoratore è una sentinella del mondo che lo circonda del territorio perché produce attraverso il territorio risorse non rinnovabili e quindi dovrebbe essere particolarmente attento alla sostenibilità.
Le parole a margine del convegno della Dott.ssa Maria Passari, questa l’idea grazie alla “Salvamare” una legge che è stata approvata da poco in senato consente anche ai pescatori di fare questo salto di qualità, per cui attraverso questo progetto gli si dà una mano a raccogliere i rifiuti e portarli all’isola l’ecologica.
La regione dovrà aiutare i comuni su questo frangente perché dovranno gestire questo ulteriore adempimento, la comunità europea tenta di individuare un percorso per consentire ai comuni di adeguare le tariffe alle amministrazione regionale che hanno accettato questi miglioramenti ecologica per evitare ulteriori problemi.

Molteplici fattori stanno mettendo a repentaglio la biodiversità marina e costiera, e soprattutto il delicato equilibrio su cui regge il suo ecosistema.
Uno fra questi, è l’enorme quantitativo di rifiuti sversati in mare, galleggianti o ormai sedimentati nei fondali marini: purtroppo, ancora oggi si stima che oltre 731 tonnellate di plastica entrano nel Mar Mediterraneo ogni giorno.
Danni enormi ma non irreversibili se si attuano strategie e pratiche sostenibili, in grado di salvaguardare e tutelare la nostra risorsa mare.
Il progetto che coinvolge tre istituti del Consiglio nazionale delle ricerche, sei Organizzazioni regionali, oltre 250 cooperative di pescatori, più di 15 amministrazioni comunali, e tutte le comunità locali nella salvaguardia e rigenerazione dell’ecosistema marino.
Una rete collaborativa che unisce cultura, tradizione ed innovazione, e che parte dalla Campania per aprirsi verso altre sfide nel Mediterraneo.
Promotore e capofila è l’Istituto di ricerca su Innovazione e servizi per lo sviluppo del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr – Iriss), in collaborazione con l’Istituto di scienze dell’alimentazione (Cnr-Isa) di Avellino e l’Istituto per i polimeri, compositi e biomateriali (Cnr-Ipcb) di Pozzuoli, in collaborazione con le Organizzazioni regionali dei pescatori, partner del progetto, includono: Unci – Federazione regionale della Campania, Federpesca, Confcooperative, FedAgriPesca Campania, Agci Campania, Legacoop Agroalimentare, Coldiretti, Impresa Pesca.
Tra i partner anche le Associazione: Aics Napoli, Assoutenti Campania e Hippocampus.