I consorzi di bonifica nella transizione ecologica

Ruolo e funzione dei Consorzi di bonifica e irrigazione alla luce dei cambiamenti climatici in atto, con in evidenza la struttura ed il lavoro svolto dagli enti in Campania.
Se n’è parlato a Napoli nel Palazzo della Borsa nel corso dell’evento “Il dovere di praticare la sostenibilità – I Consorzi di bonifica e la sfida della transizione ecologica per superare l’emergenza climatica”, organizzato dall’Anbi Campania in occasione del centenario del Convegno delle bonifiche venete del 1922 di San Donà del Piave.

L’attività del consorzio si esplica attraverso la valorizzazione delle produzioni agricole riprendendo e  distribuendo la risorsa idrica a scopi irrigui si occupa di fare salvaguardia e tutela della rete consortile con l’ambiente, vigilanza e attività di manutenzione programmata, e di progettazione questi in sintesi le  attività di consorzio di bonifica integrale.

Ha introdotto i lavori Massimo Gargano, direttore generale Anbi, a seguire i saluti istituzionali di Ciro Fiola presidente della Camera di Commercio e del deputato Pasquale Maglione Commissione Agricoltura Camera dei Deputati.

All’evento erano presenti gli Assessori regionali Nicola Caputo all’ agricoltura e Fulvio Bonavitacola per l’ambiente, vice presidente della Regione Campania con delega all’ambiente.

Un parterre di alto livello con Paolo russo Deputato, Alfonso Celotto professore di Diritto Costituzionale all’Università Roma Tre, Teresa del Giudice agronoma all’Università di Napoli Federico II, Guido D’Urso docente di idraulica al Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.
Conclusioni affidate al presidente nazionale Anbi Francesco Vincenzi.
Ha moderato l’incontro Massimo Natalizio, direttore Anbi Campania.
Una visione d’insieme sul ruolo dei consorzi con testimonianze dei consorzi del Vallo di Diano e dei Monti Lattari una finestra economica, sociale e ambientale dell’agricoltura irrigua e in più un focus sull’invaso di Campolattaro, il completamento del quale è l’opera più importante in Campania del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Consorzi di Bonifica e Irrigazione in Campania hanno costruito un modello avanzato di irrigazione sostenibile, modello esportabile in altre regioni e anche all’estero.

Oggi l’emergenza è l’alternarsi di siccità frequenti a periodi di piogge molto intense, occorre rilanciare l’attività con interventi sostenibili, i cui costi energetici stanno mettendo il Paese fuori dalla competizione, ha detto Massimo Gargano, direttore generale Anbi.

Esiste un “Assioma netto tra agricoltura di qualità ed efficienza dei Consorzi di bonifica” ha sottolineato il presidente di Anbi Campania, Vito Busillo.

“Nei consorzi c’è ancora qualcosa che non va, una visione negativa generalizzata che va superata” ha detto, soffermandosi sul ruolo dei Consorzi di bonifica in agricoltura Nicola Caputo, assessore all’Agricoltura della Regione Campania. 
Stiamo studiando anche nuovi compiti per i consorzi, con la rivoluzione energetica, di cui la Campania è Regione Pilota, il progetto di legge regionale viene condiviso con i Consorzi.
“Occorre spingere sul disegno di legge regionale perché possano diventare degli enti strumentali in grado di rafforzare la nostra agricoltura”.
Individuazione del management competente il nostro punto di forza, mio e del nostro presidente De Luca, che ha sempre individuato i consorzi come un’arma importante di attuazione delle politiche regionali agricole.

Nella sua relazione su “La bonifica moderna per la difesa e lo sviluppo sostenibile del territorio” Fulvio Bonavitacola, vice presidente della Regione Campania con delega all’ambiente ha ammonito “Non lasciamoci suggestionare dal Pnrr”, esprimendo dubbi sul funzionamento della perequazione Nord Sud sulle infrastrutture e sottolineando la necessità di rivedere laLegge 4 del 2003 che va ristruttura in profondità, anche affidando agli enti altre mansioni, come lo smaltimento dei reflui agricoli e la produzione energia da fonti rinnovabili.

Non dobbiamo vergognarci di lavorare in agricoltura, dobbiamo produrre con fonti rinnovabili, in una moderna zootecnia in uno stravolgimento culturale di cui dobbiamo essere protagonisti, affrontare i cambiamenti climatici che daranno problemi di approvigionamento e successive criticità, sull’equilibrio idrogeografico e sui rischi per le persone a cui dobbiamo abituarci, renderlo strutturale, da aggiungere anche la storia che torna indietro, non pensavamo di rivivere un conflitto, il rapporto nord sud è un problema irrisolto, per non parlare del famoso pnrr, che spero non sia una ennesima truffa a danno del sud.
“Va fatto un salto di qualità.”