RAPPORTO STATISTICO 2016: IN VENETO MENO DISOCCUPATI

PRESIDENTE ZAIA, “PIÙ AUTONOMIA PER RIDURRE LE CATENE DECISIONALI, BUROCRAZIA E TASSE FRENANO SVILUPPO E CAPACITÀ COMPETITIVA”

“Il Veneto è la regione d’Italia con il tasso di disoccupazione più basso (6,8 per cento, quasi la metà del dato nazionale) grazie al lavoro di squadra tra istituzioni e imprenditori, alla formula del ‘distretto industriale diffuso’ e al buon utilizzo dei fondi comunitari. Da noi l’interconnessione tra istituzioni, soggetti economici e società funziona, ciò che non funziona, invece, è il sistema dello Stato: troppa burocrazia e troppe tasse sono la palla al piede della crescita del Veneto”. Così il presidente del Veneto Luca Zaia ha commentato il rapporto statistico 2016 della Regione Veneto, presentato oggi a Padova, nel centro culturale Altinate San Gaetano. Il rapporto statistico disegna un Veneto sempre più interconnesso, dove le aziende sono il primo motore dello sviluppo, per fatturato, capacità innovativa e di relazioni in rete. “Ma sono oppresse da una pressione fiscale enorme”, ha sottolineato il presidente Zaia, in dialogo con il giornalista Roberto Nardi, responsabile della sede Ansa di Venezia. “Gli imprenditori ci chiedono di abbassare il total rate tax, cioè il peso della tassazione complessiva che atttualmente è del 68,7%, 22 punti e mezzo in più della media europea, e di ridurre le catene decisionali e di evitare quello che io chiamo ‘ufficio complicazioni affari semplici’. La vera sfida è quindi l’autonomia. Lo sviluppo del Veneto non può prescindere dal riconoscimento di quella che Einaudi chiamava ‘la giusta dose di autonomia’”.

“Stiamo giocando una partita molto seria: il problema risorse non può prescindere dal riconoscimento della nostra domanda di autonomia – ha aggiunto il presidente del Veneto -. Per la prima volta la Corte Costituzionale ha autorizzato i veneti ad un referendum, a dire se vogliono o meno un Veneto con maggiori condizioni di autonomia. Se andranno a votare il 50-55 % dei veneti, sarò io il primo ad archiviare il dossier autonomia. Ma se andremo a votare in tanti, allora la richiesta dei veneti peserà e dovrà essere ascoltata”.

“Stiamo ancora aspettando una risposta alla nostra richiesta di election-day, per poter abbinare il referendum sull’autonomia a quello sulla riforma costituzionale e risparmiare così 14 milioni di euro. Dicono che con la richiesta referendaria il governatore del Veneto vuole mettere in difficoltà il centrosinistra – ha concluso Zaia – In realtà io pongo il problema al centrodestra: se tornerà maggioranza e negherà l’autonomia al Veneto, si pregiudicherà definitivamente credibilità e possibilità di governo. Questo non è il referendum di Zaia, è il referendum dei veneti”.