“Nel campo delle viole” è al Teatro Di Sotto

Fino all’8 marzo torna in scena lo spettacolo di Ivan Scherillo e Diego Sommaripa sulle vittime innocenti di camorra, insignito del Premio Li Curti 2012 e della menzione speciale al Premio Landieri 2013.

 

“Nel campo Delle Viole” è uno spettacolo all’interno del quale la restrizione degli oggetti è stata una scelta registica ben precisa. L’essenzialità implica una cernita meticolosa e ponderata degli elementi presenti sulla scena; ognuno di essi con uno specifico significato, la regia cerca inoltre di sfruttare il più possibile lo spazio scenico del Teatro Di Sotto, così da regalare allo spettatore  una  visione dello spettacolo su più punti scenici fino a fargli percepire un senso quasi voyeuristico.

La messa in scena tocca diversi piani narrativi: parola, musica e immagini, si fondono e si contrappongono. Passando dai monologhi alle canzoni fino ad arrivare a scene corali,  spostandosi dal reale al surreale, dalla morte alla vita.

Ed è proprio la vita – nel SUO più ampio significato – la protagonista di questa pièce teatrale: essa stessa con i suoi giochi e le sue frustrazioni; con i suoi sviluppi e l’inevitabile fine ed anche in questo momento non è la morte ciò che si racconta, bensì si riflette sulla necessità di vivere intensamente, attimo per attimo; attimo dopo attimo.

Lo Spettacolo narrerà delle vicende di Simonetta Lamberti, Antonio Landieri e Salvatore Nuvoletta tre Vittime innocenti della Camorra,  con la loro presenza il plot dello spettacolo potrebbe sembrare d’essere incentrato esclusivamente sul punto di vista delle vittime della malavita organizzata, cosa non del tutto veritiera infatti le vittime si limiteranno ad osservare – da un loro “aldilà” – le vicende terrene avvelenate dal crimine, dall’omertà e dall’inerzia morale, acquisendo con lo scorrere dello spettacolo  la Consapevolezza d’esser figli di un sistema che scardina la base del vivere comune in modo pacifico,
Sarà dunque questo il mood – dichiara il regista Sommaripa –   per I Nostri protagonisti  che daranno vita ad una ricostruzione fatta di unione e di speranza. Raccontando, Senza Denunciare, mi sono posto il compito di portare allo spettatore una storia che vada poi ad intrecciarsi ad una altra parallela con  tre figure chiave : un Politico, il suo braccio armato e la Donna del Politico,  mentre se per le vittime la costruzione è il sentimento principe , l’esatto contrario ovvero la distruzione è l’obbiettivo primario dei tre : distruzione di Valori, di ideali e persino di vita.  Il Politico tessitore delle fila della distruzione, vivrà la vicenda in modo personale passando da Carnefice a vittima, vedendo la storia dal suo punto di vista potrebbe essere il resoconto delle sue ultime ore di vita, fino ad una presa di coscienza “ signor giudice mi dichiaro colpevole “ – forse tale presa arrivata in modo tardivo.

<Per questa seconda versione dello spettacolo – ammette il regista –  (il testo fu scritto nel 2012 ed ha debuttato nel Maggio 2013 al Theatre de poche di Napoli )  ho cambiato direzione nonostante il fortunato debutto: perché il tentativo di miglioramento non mi abbandona mai in questo ho trovato manforte nello splendido gurppo di attori che ho avuto a disposizione > Anche per il semplice gusto del rischio, non ho optato quindi per una semplice “ ripresa “ lasciando  però – in modo volontario – aperti alcuni “ file “ della prima versione dove il testo vira su argomenti che possono richiamare quelli filo gomorriani – scelta fatta appunto per sottilneare –  d’essere stato uno dei primi ad usare un certo tipo di linguaggio.                                   ( Diego Sommaripa )

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