IL MERCATO BRASILIANO RICHIEDE IL “MADE IN ITALY”

immagine brasileOlio, pasta, pelati, sughi pronti, liquori, produzioni lattiero casearie, di pasticceria , gelateria, di panificazione  i prodotti di maggiori interesse.

“Focus Brasile”, affrontare e risolvere le problematiche delle aziende italiane che vogliono fare mercato in Brasile. Grazie all’incontro fortemente voluto e organizzato dal Presidente della Confesercenti di Angri, Aldo Severino,  gli imprenditori del territorio hanno potuto avere risposte precise e chiare attraverso la puntuale relazione esposta dal dottor Raffaele Palumbo vice presidente centro ricerche sperimentali economia gestionale – esperto marketing territoriale: mercato brasiliano, il quale ha sottolineato  che per affrontare un mercato apparentemente complesso, limitarsi al puro export rischia di risolversi in una perdita di tempo, mentre maggiori possibilità di successo possono derivare da una corretta analisi del contesto seguita da una corrispondente pianificazione: il punto di forza  dei nostri imprenditori deve essere il Made in Italy. L’Italia, la sua cultura, il suo design ha da sempre un enorme appeal sui brasiliani, anche in relazione al fatto che in questi elementi ritrovano principi comuni alla loro cultura di origine. Non dimentichiamo infatti che la presenza della più numerosa comunità di origine  italiana nel mondo (circa 25 milioni di persone) si ha proprio in Brasile e precisamente a San Paolo, cuore pulsante della vita economica e commerciale  con la presenza di circa 11000 ristoranti e 6000 pizzerie di origine italiana.
Starting Brazil, lo studio di consulenza  del Dottor Palumbo,  ha la capacità di interagire direttamente con il mercato brasiliano e con la presenza di un ufficio situato a San Paolo  è  in grado di seguire tutti gli steps operativi di un’azienda, attraverso un “modus operandi” semplice e trasparente, su misura per il cliente. I compiti vanno dallo studio di mercatoal contatto con i clienti,all’importazione,fino alla conclusione delle trattative e alla fase post vendita. Un esempio portato dal Dott. Palumbo è quello dell’abbigliamento per il quale è prevista una tassazione altissima il  76%. Il consiglio per aggirare l’ostacolo è quello di aprire una società e introdurre un semilavorato per poi assemblare o terminare i beni sul posto, abbattendo così più del 50% del costo di tassazione. Ci si è soffermati molto sull’industria tessile e sull’abbigliamento sartoriale in particolare , sicuramente un fiore all’occhiello dell’imprenditoria italiana,un successo mondiale che deriva dalla capacità di fondere al megliotradizione ed innovazione, attraverso stile creativo e tecnologie produttive all’avanguardia, ma altri sono  i settori di interesse: lo sviluppo costante del mercato brasiliano, oggi costituito da 200 milioni di consumatori , ha reso tale Paese una delle realtà più interessanti per l’esportazione di generi alimentari. I prodotti “Made in Italy” di largo consumo maggiormente richiesti dal mercato o perchè completamente assenti sul territorio brasiliano o perchè di scarsa qualità sono: olio, pasta, pelati e in particolare sughi pronti, liquori, prodottilattiero caseari, di pasticceria , gelateria, di panificazione , con una tassazione quasi pari a zero. Altri comparti rilevanti delle importazioni dall’Italia sono i seguenti: apparecchi meccanici, prodotti dell’ICT, elettrotecnica, strumenti di precisione, autoveicoli: basti solo pensare alla Fiat che in Italia  perde quote di mercato mentre in Brasile si conferma leader delle vendite ed è il Paese in cui realizza oltre la metà dei suoi profitti globali. Altro settore fiorente è quello dell’edilizia perchè il governo sta incentivando l’acquisto della prima abitazione col progetto “casa mia” mettendo in moto gli investimenti immobiliari.

L’import dei nostri prodotti sta diventando così molto richiesto, e a tal proposito le aziende italiane in questi tempi di difficoltà economica dovrebbero analizzare la possibilità di scommettere su un mercato che negli ultimi anni ha acquisito consapevolezza e autorevolezza “da grande”, cercando di internazionalizzarsi per fronteggiare i concorrenti mondiali.

Con l’accordo tra la Confesercenti Angri e Starting Brazil, da ora si può realmente cominciare a pensare di  diversificare  e quindi  puntare in un territorio che per noi è lontano ma per tanti motivi può essere un reale punto di sbocco per la nostra economia. Le aziende che vogliono informazioni possono mettersi in contatto con Confesercenti Angri – Sportello Impresa della Camera di Commercio

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