L’EDITOREEL: Flaminio, nome mamme sulle croci dei feti abortiti

Non solo si tratta di dati che riguardano la salute, per cui è già vietata la diffusione, in questo caso è stata violata anche la legge 194 del 1978 che prevede un rigoroso regime di riservatezza.

Mentre al Governo si discute su utero in affitto e maternità surrogata, il Garante della privacy multa Comune di Roma e AMA, la società in-house che gestisce anche i servizi cimiteriali della Capitale, per aver indicato su ciascuna delle croci dei feti sepolti al Flaminio, il nome della mamma che aveva interrotto la gravidanza.

A parte il fatto che si tratta di dati che riguardano la salute per cui è già vietata la diffusione, ma in questo caso è stata violata anche la legge 194 del 1978 che prevede un rigoroso regime di riservatezza.

Nel provvedimento l’Autorità ha inoltre indicato alla Asl alcune misure tecniche e/o organizzative già adottate tra l’altro in altri cimiteri come il Giardino degli Angeli a Laurentina, dove è stato anche Papa Francesco a pregare nel 2018” Qui dietro le lapidi c’è un codice e davanti un nome di fantasia.

Insomma, la soluzione è così semplice che la questione sembra essere stata creata quasi appositamente per punire le donne che hanno deciso di abortire…senza sapere se si è trattato di imposizione o volontà. E comunque non sta a noi giudicare…anzi, all’Asl Roma 1 in questo caso!


L’editoreel è la nuova rubrica di Katiuscia Laneri, fondatrice e direttrice di questa testata giornalistica, pensata per i social media con l’obiettivo di riportare brevi considerazioni e pensieri personali in una nuova e più moderna modalità di comunicazione.

About Author