TRENI STORICI, 35 VIAGGI PER SCOPRIRE LA CAMPANIA
Da settembre a dicembre circa 6.000 posti disponibili su convogli d’epoca. La Regione Campania investe 2,7 milioni di euro per promuovere un turismo lento, sostenibile ed esperienziale, collegando grandi attrattori e aree interne
La Campania torna a viaggiare sui binari della propria storia. Sono 35 le circolazioni ferroviarie storiche previste da settembre a dicembre nell’ambito del programma “Treni Storici Campania”, presentato questa mattina nella Sala De Sanctis di Palazzo Santa Lucia. Un progetto che punta a trasformare il viaggio in un’esperienza di scoperta del territorio, mettendo in relazione patrimonio culturale, archeologia, borghi, paesaggi e produzioni locali.
Per sostenere l’iniziativa la Regione Campania ha stanziato 2,7 milioni di euro, a valere sul PSC Campania. Complessivamente saranno disponibili circa 6.000 posti, con itinerari pensati per raggiungere alcuni dei principali luoghi di interesse della regione, ma anche territori meno inseriti nei circuiti turistici tradizionali.
Il programma, coordinato da ACaMIR, Agenzia Campana per la Mobilità, le Infrastrutture e le Reti, come soggetto attuatore, nasce sulla base dei risultati delle precedenti edizioni: un’offerta che ha registrato il 100% di regolarità e un tasso medio di riempimento del 58%, superiore alla media nazionale.
A rendere particolare l’esperienza è soprattutto il materiale rotabile utilizzato. Le carrozze storiche “Centoporte”, risalenti agli anni Trenta, e le “Corbellini”, degli anni Cinquanta, saranno impiegate per collegamenti verso destinazioni come la Reggia di Caserta, il Museo di Pietrarsa e i siti archeologici. Sulla linea Avellino-Rocchetta Sant’Antonio torneranno invece le automotrici ALn 668, simbolo della storia ferroviaria italiana.
Il progetto guarda anche alla sostenibilità e alla possibilità di costruire una forma di turismo più lenta e distribuita. Il treno storico non viene infatti considerato soltanto come mezzo per raggiungere una destinazione, ma come parte integrante dell’esperienza turistica. L’obiettivo è favorire la conoscenza delle comunità locali e contribuire a distribuire i flussi dei visitatori anche verso le aree interne.
Particolare attenzione è dedicata al cosiddetto “last mile”, con servizi di bus GT integrati, e al cicloturismo. Nelle tratte da Napoli verso Caserta, Pietrarsa, Pompei, Contursi e Paestum sarà possibile trasportare gratuitamente le biciclette negli appositi bagagliai storici.
«I treni storici rappresentano perfettamente l’idea di una Campania che parte dalla propria storia per guardare al futuro», ha sottolineato l’assessore regionale al Turismo Enzo Maraio, evidenziando come l’iniziativa possa mettere in rete Napoli, Caserta, Pompei, Paestum, Pietrarsa e l’Irpinia attraverso un’offerta turistica più ricca e diffusa.
Sulla stessa linea il vicepresidente della Regione Campania Mario Casillo, con delega a Trasporti, Mobilità e Mare, che ha definito il ritorno dei treni storici «un modo nuovo di vivere e raccontare il territorio», sottolineando il ruolo della mobilità sostenibile come possibile leva di sviluppo anche per le aree interne.
Alla presentazione sono intervenuti, oltre a Maraio e Casillo, Maria Teresa Di Mattia, direttore generale di ACaMIR, e Oreste Orvitti, responsabile Poli Museali della Fondazione FS Italiane.
Il programma punta dunque a unire memoria e futuro: recuperare il patrimonio ferroviario storico per raccontare una Campania capace di valorizzare le proprie identità e, nello stesso tempo, di costruire nuove opportunità turistiche ed economiche per i territori.
Il calendario completo delle partenze, degli itinerari e tutte le informazioni sui Treni Storici in Campania sono disponibili sul sito della Fondazione FS Italiane.

