#NONPIUSOMMERSI, COSI’ LE ASSOCIAZIONI FANNO RETE
Gazebo Sanità e Beni Comuni aderisce al Coordinamento Caregiver Familiari Uniti e sostiene la campagna nazionale #nonpiusommersi per rafforzare la tutela e il riconoscimento di chi si prende cura quotidianamente dei propri cari.
Fare rete per dare maggiore voce ai caregiver familiari e accendere l’attenzione sui loro diritti. È con questo obiettivo che l’Aps Gazebo Sanità e Beni Comuni ha ufficializzato la propria adesione al Coordinamento Caregiver Familiari Uniti – CFU, scegliendo di sostenere anche la campagna nazionale #nonpiusommersi.
L’ingresso nel Coordinamento rappresenta, secondo l’associazione, un ulteriore passo per rafforzare un’azione collettiva a favore di quelle persone che ogni giorno assistono familiari in condizioni di fragilità, spesso conciliando la cura con il lavoro, la famiglia e le proprie esigenze personali.
Al centro dell’iniziativa c’è infatti la necessità di contrastare l’isolamento e favorire il riconoscimento del ruolo del caregiver familiare, una figura che svolge quotidianamente un’attività di assistenza spesso indispensabile all’interno delle famiglie.
«Facciamo rete» è l’appello rivolto dall’Aps Gazebo Sanità e Beni Comuni alle realtà del Terzo Settore, alle pagine social e ai gruppi che si occupano di sanità, disabilità, caregiver familiare e Legge 104. L’obiettivo è creare una rete sempre più ampia, capace di condividere informazioni, esperienze e iniziative e di sostenere la campagna nazionale.
L’associazione invita inoltre cittadini e realtà impegnate nel settore a seguire le proprie attività sui social, interagire con i contenuti e contribuire alla loro diffusione attraverso le condivisioni. Una partecipazione che, nell’ottica dei promotori, può contribuire ad aumentare la visibilità delle problematiche vissute dai caregiver e a mantenere alta l’attenzione sul tema.
Sul sito sanitabenicomuni.it sono disponibili informazioni sulle attività, i servizi e i progetti dell’associazione, rivolti al supporto dei cittadini e delle famiglie.
L’adesione al Coordinamento CFU si inserisce dunque in un percorso fondato sulla collaborazione tra associazioni e cittadini, con l’obiettivo di trasformare le singole esperienze di cura in una voce collettiva e più riconoscibile. Perché, sottolinea l’associazione, fare rete significa anche evitare che chi assiste un proprio familiare debba affrontare da solo il peso della cura e della ricerca di informazioni e sostegno.

