MEGLIO ZITELLE!: ALL’ANFITRIONE DI ROMA VA IN SCENA LA LIBERTA’ DI ESSERE SE STESSE
Al Teatro Anfitrione di Roma, fino all’11 ottobre, lo spettacolo che tra ironia, segreti e confessioni mette in discussione gli stereotipi sulla vita sentimentale delle donne e invita a scegliere senza paura il proprio futuro.
Al Teatro Anfitrione di Roma, fino all’11 ottobre, Maria Carla Generali, Marica Cotognini e Marina Benetti sono le protagoniste della commedia scritta da Claudio Proietti e diretta da Simona Gamberini: Meglio Zitelle!

Un’ora e mezza in cui si alternano risate e momenti di riflessione senza perdere la leggerezza del racconto e al centro una domanda che attraversa generazioni diverse: perché, ancora oggi, la vita di una donna viene spesso giudicata sulla base delle sue scelte sentimentali?
Anna, Maria e Lucia – magistralmente interpretate rispettivamente da Maria Carla Generali, Marica Cotognini e Marina Benetti -, si conoscono fin da bambine. Nel tempo hanno condiviso sogni, segreti e fantasie sul futuro, immaginando forse che la vita avrebbe seguito percorsi più semplici e lineari. Crescendo, però, ciascuna ha dovuto fare i conti con la realtà, con le aspettative degli altri, con le delusioni e con compromessi che non sempre hanno coinciso con i propri desideri. Per uno strano intreccio di circostanze, le tre amiche si ritrovano nella stessa stanza d’albergo. Un luogo apparentemente anonimo che diventa lo spazio ideale per una resa dei conti: gelosie, rivalità, ripicche e false speranze riemergono, insieme alla paura della solitudine e al bisogno di sentirsi amate e riconosciute.

È proprio nel confronto, talvolta acceso e talvolta tenero, che la commedia trova la propria forza. Le protagoniste si accusano, si difendono, si feriscono e infine provano a comprendersi. Le risate nascono dalle loro reazioni, dalle contraddizioni e dalle situazioni nelle quali è facile riconoscersi, ma dietro la comicità si intravede una realtà più profonda: il timore di non essere all’altezza delle aspettative e di aver sbagliato qualcosa nel percorso della propria vita. La stanza d’albergo assume così un valore simbolico. È uno spazio sospeso, lontano dalla quotidianità, nel quale le tre donne non possono più sottrarsi alle proprie fragilità né alle verità rimaste troppo a lungo nascoste. Un luogo di passaggio che diventa occasione per fermarsi, guardarsi allo specchio e immaginare una possibilità diversa.

Anna, Maria e Lucia non sono semplicemente tre donne alle prese con le proprie vicende sentimentali, ma tre modi differenti di reagire alle pressioni sociali, alle aspettative e al desiderio di sentirsi adeguate. Il risultato è un ritratto femminile imperfetto e autentico, nel quale le debolezze non vengono nascoste e le contraddizioni non sono necessariamente da condannare. Perché la vita, sembra suggerire la commedia, non è una gara da vincere seguendo regole prestabilite, ma un percorso nel quale ciascuno deve trovare il proprio equilibrio.
Accanto alle tre protagoniste, le voci fuori campo di Stefano Masciarelli, Maurizio Mattioli, Andrea Roncato e Antonio Catania contribuiscono alla dimensione corale dello spettacolo, arricchendo il racconto con presenze che accompagnano e completano il mondo delle tre amiche.
La regista Simona Gamberini ha lavorato sull’adattamento seguendo la propria sensibilità e la conoscenza delle dinamiche che legano le persone. Una scelta che, seppur più leggera, si inserisce perfettamente nel percorso della Compagnia Lunarte, impegnata anche nella circuitazione di Foglie Morte, spettacolo dedicato alla violenza contro le donne. Con Meglio Zitelle! il registro narrativo cambia, ma rimane centrale l’interesse per le relazioni, per le fragilità e per la ricerca di una verità personale.
Non a caso la commedia si chiude sulle note di You Don’t Own Me, il celebre brano interpretato da Leslie Gore nel 1963 e tornato nell’immaginario collettivo anche grazie al film Il club delle prime mogli del 1996, con Bette Midler, Goldie Hawn e Diane Keaton. La canzone, il cui titolo significa “Non sei tu a possedermi”, è una dichiarazione di indipendenza e autodeterminazione. È una conclusione coerente con il titolo provocatorio dello spettacolo, Meglio Zitelle!, che ribalta ironicamente un’etichetta tradizionalmente utilizzata per giudicare le donne non sposate. La commedia non sostiene che sia preferibile vivere sole piuttosto che in coppia: invita, piuttosto, a superare l’idea che esista una sola strada per raggiungere la felicità.
Perché non è mai troppo tardi per scegliere la vita che si desidera, senza dover dimostrare a nessuno di aver rispettato le regole degli altri.
ph. Agostino Maiello

