L’EDITOREEL: Torna la battaglia politica sul canone RAI
E torniamo su una questione che sembra infinita… e che riguarda tutti: il canone Rai. Non solo ‘una tassa’, come spesso la liquidi amo ma termometro delle tensioni politiche, economiche e ideologiche.
E torniamo su una questione che sembra infinita… e che riguarda tutti: il canone Rai. La Lega ci riprova e chiede di tagliarlo di 20 euro. Ma sapete qual è il punto? Che il taglio… era già stato fatto, poi cancellato. E ora lo vogliono riportare nel 2026. Confusi? Non siete gli unici. Il canone Rai non è solo ‘una tassa’, come spesso la liquidiamo. È un perfetto termometro delle tensioni politiche, economiche e… diciamolo, ideologiche.
Partiamo dai fatti: il canone era sceso a 70 euro nel 2024. Un taglio applaudito da molti, ma giudicato comunque insostenibile. Risultato? Nel 2025, invece di scendere torna a 90 euro.
Adesso la Lega ci riprova: propone un emendamento per ripristinare i 70 euro, spostando a ‘2026’ ciò che la legge prevedeva solo per il 2024.
Una mossa politica? Una misura per le famiglie? O un tentativo di marcare il territorio nella maggioranza?
Forza Italia dice chiaramente: ‘No’. Per Gasparri tagliare il canone mette a rischio il mercato e non è in linea con l’European Media Freedom Act. Per Tajani ci sono priorità più importanti come pensioni e sanità.
E poi c’è la voce dei giornalisti Rai che avverte: tagliare risorse destabilizza l’intero servizio pubblico proprio mentre l’Europa chiede qualità, pluralismo e investimenti certi. MA quanto vale davvero il servizio pubblico per noi cittadini? E soprattutto: è giusto metterlo ogni volta sul tavolo delle trattative politiche?
Intanto, un promemoria è utile: il canone si paga se avete un televisore, e non importa se lo usate per guardare altre reti o piattaforme, si paga una sola volta a famiglia, ed è inserito nella bolletta elettrica rateizzato da gennaio a ottobre. A meno che non abbiate diritto a esenzioni… ma questo è un altro capitolo.
