L’EDITOREEL: Costretta a ingrassare per gelosia, dove finisce l’amore e inizia il controllo?
Costretta a ingrassare per essere meno attraente. Ma quante forme può assumere il controllo sul corpo di una donna?
Costretta a ingrassare per essere meno attraente. Succede in Italia, oggi. la notizia arriva da Udine, qui un ventenne è stato condannato a cinque anni di reclusione dal Tribunale friulano per maltrattamenti aggravati in ambito familiare. Secondo la ricostruzione della Procura, avrebbe imposto alla moglie, sua coetanea, di ingrassare per gelosia, per renderla – a suo dire – meno attraente agli occhi degli altri.
Non solo. Le indagini parlano di isolamento progressivo, controllo ossessivo del telefono, limitazioni nei rapporti con amici e familiari, imposizioni sull’abbigliamento, minacce e aggressioni fisiche. Una spirale che, secondo l’accusa, sarebbe iniziata dopo il matrimonio celebrato nel 2024, fino alla denuncia della giovane donna e all’arresto dell’uomo.
Ma quante forme può assumere il controllo sul corpo di una donna?
Perché qui il tema non è solo giudiziario. È sociale. È culturale. È educativo. Costringere qualcuno a modificare il proprio corpo per annullarne l’identità è una forma di sopraffazione che va oltre le botte: è manipolazione psicologica, è annientamento dell’autostima, è isolamento strategico.
E allora mi rivolgo a voi: donne, uomini, genitori, figli, giovani coppie. Quanto riconosciamo davvero i segnali di una relazione tossica? Quanto siamo pronti a intervenire quando il controllo viene scambiato per amore?
La violenza non inizia con uno schiaffo. Spesso inizia con un “lo faccio per te”, con un “vestiti così”. E finisce per togliere libertà, dignità, autonomia.
Adesso voglio ascoltare voi. Lasciate un commento: promuoverò i vostri punti di vista, se interessanti, condividendoli nelle storie di tutti i canali social, miei e di kappaelle.net, il web magazine per le donne intraprendenti.

