L’EDITOREEL: Addio autoradio, non le troveremo nelle nuove macchine

Digitalizzazione e politiche di riduzione dei costi di alcuni produttori automobilistici stanno mettendo in discussione la presenza del ricevitore fisico nelle auto di nuova generazione. Ergo, le autoradio stanno per sparire.

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Digitalizzazione e politiche di riduzione dei costi di alcuni produttori automobilistici stanno mettendo in discussione la presenza del ricevitore fisico nelle auto di nuova generazione.

Ergo, le autoradio stanno per sparire.

Eppure, secondo i dati italiani, 35 milioni di persone ascoltano la radio ogni giorno e di queste, circa 26 milioni lo fanno proprio in auto. Io sono tra queste. 

Contro questa tendenza si è mossa Confindustria Radio Televisioni con la campagna #RadioInAuto, chiedendo che il ricevitore rimanga presente – analogico e digitale – e soprattutto facilmente accessibile, con un solo click. Perché il rischio non è solo che sparisca il dispositivo, ma che venga nascosto dentro menù complessi o sostituito da sistemi che funzionano esclusivamente con la connessione internet dello smartphone. Il che sarebbe rischioso se si è alla guida. 

Ma la radio, luogo dove ho iniziato i miei primi passi da conduttrice (avevo 12 anni) non è solo intrattenimento. È un servizio gratuito, accessibile a tutti, capillare. In caso di emergenze, è spesso il primo canale di comunicazione attivo. È riconosciuta come servizio di interesse generale. Eppure oggi il quadro normativo è frammentato e alcune case automobilistiche stanno sfruttando questo vuoto per vendere modelli senza hardware radio, puntando solo su sistemi connessi a internet. 

Ma davvero vogliamo che l’informazione in auto dipenda solo dalla connessione dati? Perdere il potere della scelta anche in questo caso come è già successo per i giornali e per la tv? Ormai ti viene proposto solo ciò che secondo l’algoritmo può piacerti perché lo hai guardato, letto o sentito una volta. Magari per caso, magari per approfondire o verificare un’informazione, come faccio io.

Scrivetemi cosa ne pensate voii. Promuoverò i vostri punti di vista, se interessanti, condividendoli nelle storie di tutti i canali social, miei e di kappaelle.net, il web magazine per le donne intraprendenti.

 

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