LE COSE CHE NON SAI (RAI 3), I PERSONAGGI RACCONTATI ATTRAVERSO GLI ANTENATI
“Le cose che non sai”, il nuovo appuntamento di Rai 3 condotto da Eleonora Daniele che parte dalle radici familiari per arrivare alla grande storia, è uno di quei pochi format tv capaci di unire curiosità, emozione e divulgazione.
Ci sono programmi televisivi che si guardano e programmi televisivi che, invece, continuano a lavorare dentro di noi anche dopo che si sono spente le luci dello studio. Le cose che non sai, il nuovo appuntamento di Rai 3 condotto da Eleonora Daniele, appartiene, a mio avviso, alla seconda categoria.

Ho assistito, dal pubblico, alla registrazione di alcune puntate. Da ex producer tv adoro vivere le atmosfere a telecamere spente, è una dimensione che il telespettatore da casa non può percepire completamente: il rapporto diretto con lo studio, i tempi di registrazione, le ripetizioni, le riprese che sembrano fatte a caso ma che in post produzione invece hanno il loro motivo di esistere.
Anche se in questo caso, diversamente da altre produzioni, è sembrato di assistere quasi a una diretta o una performance teatrale. Ciò ha permesso di godere delle singole storie raccontate con vera emozione e di condividere i sentimenti e soprattutto le reazioni dei protagonisti davanti a elementi del passato familiare che non conoscevano.

Il punto di partenza, infatti, sono personaggi conosciuti dal grande pubblico, ma invece di raccontare del loro presente e del futuro professionale, si va indietro nel tempo. La redazione percorre le radici, ricostruisce legami, recupera documenti, fotografie, lettere, testimonianze e materiali d’archivio. Una ricerca genealogica che diventa strumento narrativo per raccontare la storia del nostro Paese attraverso quella privata di una famiglia. Ed è ciò che più mi piace di questo programma.
Il risultato è dunque un programma che mette insieme intrattenimento, memoria e divulgazione senza trasformare nessuno di questi elementi in una lezione.
E poi c’è l’aspetto, a mio parere il più importante, delle emozioni autentiche.
Quando una persona scopre qualcosa sulla propria famiglia, non sta semplicemente partecipando a un programma televisivo. Sta, in qualche modo, incontrando una parte della propria storia.
E diciamolo, quanti di noi conoscono davvero la vita dei propri nonni? Quante fotografie di famiglia abbiamo guardato senza sapere chi fossero tutte le persone ritratte? Quante storie sono rimaste sospese nei racconti degli anziani, senza che nessuno abbia mai avuto il tempo o la curiosità di ricostruirle?
Eppure, conoscere da dove veniamo può aiutarci a comprendere meglio chi siamo.

