IL PMCE PROTAGONISGTA ALLA BIENNALE MUSICA DI VENEZIA
Il PMCE Parco della Musica Contemporanea Ensemble, diretto da Tonino Battista, sarà protagonista della Biennale Musica di Venezia 2026 con un concerto in programma venerdì 16 ottobre alle ore 21 al Teatro Goldoni.
Il PMCE Parco della Musica Contemporanea Ensemble, diretto da Tonino Battista, prodotto dalla Fondazione Musica per Roma, sarà protagonista della Biennale Musica di Venezia 2026 con un concerto in programma venerdì 16 ottobre alle ore 21 al Teatro Goldoni.
Da Johann Sebastian Bach ad Anton Webern, da Ennio Morricone a Sarah Davachi, passando per la figura di Pier Paolo Pasolini, il programma propone un percorso attraverso diverse declinazioni del sublime.
Dalla Passione secondo Matteo di Bach vengono eseguiti Erbarme dich, mein Gott e Mache dich, mein Herze, rein in una rara trascrizione per oboe d’amore, archi e basso continuo. In programma anche il Ricercar a sei voci dall’Offerta musicale, nell’orchestrazione di Anton Webern, che intreccia il contrappunto bachiano con la distribuzione seriale delle linee melodiche.
Il concerto prosegue con Musica per una fine di Ennio Morricone, composta negli anni Novanta per coro e orchestra e mai eseguita pubblicamente. La partitura integra una registrazione della voce di Pier Paolo Pasolini mentre recita il testo Gli italiani. Per il poeta e regista, la musica di Bach rappresentava una delle più alte espressioni della creatività umana, capace di coniugare la perfezione formale con un profondo senso della sofferenza.
Il programma si conclude con Chanters, nuova composizione di Sarah Davachi, Leone d’Argento della Biennale Musica 2026, commissionata dalla Biennale di Venezia per orchestra, coro da camera e organo.
L’opera prende liberamente spunto dalla struttura monodica di A chantar m’er de so qu’ieu non volria («Devo cantare ciò che preferirei non cantare»), canto medievale della trobairitz occitana Comtessa de Dia (circa 1140-1212). La composizione esplora il punto d’incontro tra modalità di ascolto verticali e orizzontali, mettendo in dialogo le tessiture dell’armonia e della melodia.

