IL CANTO DI ROMA INCANTA NEPI

Nella chiesa di San Tolomeo a Nepi, il concerto diretto da Andrea De Carlo con il tenore Roberto Mattioni ha trasformato l’anniversario della Pia Unione della Madonna della Vittoria in un viaggio nella grande tradizione musicale romana del Seicento.

il canto di roma nepi

La musica antica incontra la devozione popolare e diventa occasione di festa per un’intera comunità. È il significato più profondo di Il Canto di Roma, il concerto che sabato 10 ottobre ha portato a Nepi, nella suggestiva cornice di San Tolomeo, le atmosfere della Roma musicale di Alessandro Stradella (1639-1682) – e non solo – uno dei compositori più originali del Seicento italiano.

Una serata speciale, voluta per celebrare i quarant’anni dalla costituzione della Pia Unione della Madonna della Vittoria, ma anche occasione per ritrovarsi attraverso il linguaggio universale della musica, riscoprendo un patrimonio artistico nel quale si intrecciano canti, affetti, devozione e tradizioni.

A guidare il pubblico in questo percorso sono stati Andrea De Carlo, alla direzione, e il tenore Roberto Mattioni, protagonisti di una proposta musicale che ha restituito valore e attualità alla tradizione barocca. Il risultato è stato un appuntamento capace di unire l’interesse per la ricerca storica alla dimensione emotiva dell’ascolto, in un contesto nel quale la musica ha potuto dialogare con la storia e con la sensibilità religiosa del luogo.

Raccontare Stradella e i altri come lui, significa anche raccontare una Roma nella quale la musica era parte integrante della vita culturale: risuonava nelle chiese, negli oratori, nei palazzi aristocratici e nei luoghi di incontro della società del tempo. Un ambiente vivace, nel quale compositori, cantanti e strumentisti contribuivano a costruire un linguaggio artistico destinato a lasciare un segno duraturo nella storia europea.

Il Canto di Roma ha richiamato proprio questa dimensione, offrendo al pubblico l’opportunità di avvicinarsi a un repertorio che merita di essere conosciuto anche al di fuori degli ambienti specialistici. La musica antica, quando viene proposta con sensibilità e competenza, non è infatti una testimonianza distante, confinata nei libri di storia: è un’esperienza viva, capace ancora oggi di suscitare emozioni.

Il contributo del tenore Roberto Mattioni a Il Canto di Roma si inserisce coerentemente in questo percorso, mettendo la voce al servizio di un repertorio nel quale l’espressività e la relazione tra testo e musica sono elementi fondamentali.

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