EDITOREEL: Papa Francesco dice stop al listino prezzi spirituale

Papa Francesco ha approvato nuove regole su offerte e celebrazioni con un messaggio molto chiaro: la Chiesa non è una dogana.

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Dal Vaticano arriva un decreto destinato a cambiare molte abitudini.
Papa Francesco ha approvato nuove regole su offerte e celebrazioni con un messaggio molto chiaro: la Chiesa non è una dogana.

Già da Pasqua le offerte per Messe con intenzioni particolari, battesimi, matrimoni o prime comunioni non possono essere obbligatorie.
Sì, perché in tante realtà, in Italia e nel mondo, si è creata una consuetudine che rischia di trasformare l’obolo in un “prezzo”.

Il decreto non intende scoraggiare le offerte. Anzi: il Vaticano dice chiaramente che sono un gesto prezioso di partecipazione e uno strumento per sostenere il clero.

Perché in molti dimenticano che è uno Stato, in cui vige la monarchia assoluta di tipo elettivo e il Papa ne è a capo. Quindi, così come la Repubblica Italiana è sostenuta dai tributi imposti ai cittadini, il Vaticano (quindi il clero) è sostenuto dalle donazioni dei cattolici. 

Ma tra una libera offerta e un obbligo mascherato, c’è una bella differenza. 

In definitiva non sarà più valido il noto detto napoletano “senza soldi non si cantano messe!”

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