CONTRO IL CALDO C’E’ IL TURISMO DEL SOTTOSUOLO

Dalle Grotte di Pertosa-Auletta, dove la temperatura resta costante a 16 gradi, agli antichi percorsi della storica via del Sud. Tra archeologia, natura e nuove scoperte, il sottosuolo diventa la meta preferita dell’estate.

auletta

Mentre l’Italia fa i conti con temperature sempre più elevate, c’è un turismo che guarda sottoterra per trovare refrigerio, bellezza e storia. È il turismo del sottosuolo, un’esperienza che porta i visitatori alla scoperta di grotte, ipogei e geositi lungo la storica Strada Regia delle Calabrie, l’antica arteria che per oltre duemila anni ha collegato il Mezzogiorno d’Italia.

Tra le tappe più suggestive spiccano le Grotte di Pertosa-Auletta, nel cuore delle aree interne della Campania, dove la temperatura si mantiene costantemente intorno ai 16 gradi. Un’oasi naturale che offre non solo sollievo dall’afa, ma anche un viaggio attraverso migliaia di anni di storia.

«Il caldo potrebbe favorire il turismo del sottosuolo, spingendo i visitatori ad allontanarsi, almeno per qualche giorno, dalle località balneari per scoprire geositi e ipogei di straordinario valore storico e paesaggistico», afferma Luca Esposito, architetto, autore dello studio che ha riportato alla luce il tracciato della Strada Regia delle Calabrie e referente di Archeoclub d’Italia per la valorizzazione dei borghi e delle aree interne.

Il progetto racconta un itinerario lungo 260 chilometri, frutto di otto anni di ricerche, che attraversa 45 città e borghi, tocca 15 antiche stazioni di posta, 5 siti UNESCO, 3 regioni, 4 province e 3 parchi nazionali, mettendo in rete ponti romani e borbonici, basiliche, musei, siti archeologici, taverne storiche e spettacolari cavità naturali.

Le Grotte di Pertosa-Auletta rappresentano uno dei gioielli più preziosi di questo percorso. Sono infatti le uniche in Italia attraversate da un fiume navigabile, il Negro, che accompagna i visitatori in un itinerario lungo circa tre chilometri all’interno della montagna.

«Qui la natura incontra la storia dell’uomo», spiega Maria Rosaria Carfagna, presidente della Fondazione MIdA. «Le popolazioni preistoriche trovarono in queste grotte acqua, riparo e una temperatura costante che rese possibile il loro insediamento. Ancora oggi conserviamo testimonianze straordinarie della presenza umana.»

Le ricerche archeologiche continuano a restituire reperti di eccezionale valore. Nell’antegrotta, quando il livello del fiume si abbassa, sono ancora visibili i pali dell’unico villaggio palafitticolo sotterraneo conosciuto in Europa, risalente a circa 3.500 anni fa. Le datazioni al radiocarbonio lo collocano alla metà del II millennio avanti Cristo.

Le campagne di scavo avviate nel 2025 hanno portato alla luce anche una vasta area sacra di età ellenistica, databile tra il IV e il I secolo avanti Cristo.

Tra i reperti rinvenuti figurano armi, utensili, ornamenti, epigrafi, lucerne finemente decorate e numerose monete perfettamente conservate, che consentono di ricostruire le diverse fasi di frequentazione del sito. Di particolare rilievo è il ritrovamento di una folgore romana, simbolo del fulmine, scoperta in un anfratto della grotta e considerata dagli archeologi una scoperta di grande valore scientifico.

«Dopo i lavori di restauro e di studio, questi reperti saranno esposti nel Museo Speleo-Archeologico, arricchendo ulteriormente un patrimonio unico nel panorama europeo», sottolinea Carfagna.

Per Luca Esposito, le Grotte di Pertosa-Auletta rappresentano uno dei simboli della Strada Regia delle Calabrie, un itinerario che oggi si propone come una nuova destinazione per il turismo culturale ed esperienziale.

«La Strada Regia delle Calabrie è un museo diffuso che racconta oltre 2.200 anni di storia. Dai grandi ponti romani alle opere borboniche, dalle stazioni di posta alle taverne ottocentesche, fino ai geositi e agli ipogei, offre un patrimonio straordinario ancora poco conosciuto.»

Il percorso continua poi verso altri luoghi iconici del Cilento e dell’Appennino meridionale, come la spettacolare Cascata dei Capelli di Venere a Casaletto Spartano. Qui sorge anche la storica Taverna Garibaldi, un tempo fortino militare e oggi luogo della memoria dove è ancora conservata la poltrona sulla quale, secondo la tradizione, sedette Giuseppe Garibaldi.

In un’estate segnata dalle ondate di calore, il sottosuolo diventa così un’alternativa affascinante alle spiagge affollate: un viaggio al fresco che unisce natura, archeologia e storia lungo una delle più importanti vie del Mezzogiorno d’Italia.

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