APICE (BN) DA BORGO FANTASMA DOPO IL TERREMOTO A TEATRO FLUVIALE
Sabato 18 luglio Apice, sulle rive del Calore, trasforma il fiume in un palcoscenico: torna il Teatro Fluviale unico al mondo tra lavandaie, antica Roma e musica al tramonto
Un borgo che ha saputo rinascere dalle ferite del terremoto trasformando la propria storia in un patrimonio da vivere. Apice, nel cuore del Sannio, si prepara ad accogliere migliaia di visitatori per l’ottava edizione de “Il Borgo e il Fiume”, l’evento che ha reso celebre il paese grazie al suo Teatro Fluviale, considerato un’esperienza unica nel suo genere.
L’appuntamento è sabato 18 luglio, a partire dalle 17.45, lungo le rive del fiume Calore, dove natura, archeologia, memoria e spettacolo si fonderanno in un racconto immersivo che attraversa secoli di storia.
Il momento più atteso sarà ancora una volta il Teatro Fluviale, allestito nello scenario naturale del tratto di fiume che costeggia il Ponte Appiano, storico viadotto romano lungo la Via Appia, oggi patrimonio UNESCO. Qui, poco prima del tramonto, prenderà vita la suggestiva rievocazione del rito delle lavandaie: donne in costume d’epoca che laveranno i panni nel fiume accompagnando il lavoro con gli antichi canti della tradizione popolare, restituendo al pubblico un frammento autentico della memoria collettiva.
Quest’anno la rappresentazione si arricchirà con una nuova scena dedicata al tradizionale matrimonio degli anni Cinquanta, creando un viaggio teatrale tra epoche, usanze e identità locali.
La manifestazione prenderà il via con una rievocazione storica dell’epoca romana, curata dall’Archeoclub d’Italia di Pompei, che ricostruirà anche un mercato dell’antica Roma, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva lungo quella che fu la Regina Viarum.
“Il Teatro Fluviale di Apice è una rappresentazione unica nel suo genere – spiega Alessio Errico, presidente dell’Archeoclub d’Italia – sede di Apice –. Attraverso una scrittura scenica originale, costumi e ambientazioni frutto di un lungo lavoro di ricerca storico-antropologica raccontiamo il territorio valorizzando la Via Appia e il Ponte Appiano, uno dei rarissimi ponti romani ancora esistenti. Il nostro obiettivo è promuovere il patrimonio culturale, sostenere l’economia locale e rafforzare l’identità del territorio attraverso il coinvolgimento dell’intera comunità”.
L’edizione 2026 assume un significato ancora più forte alla luce del riconoscimento UNESCO ottenuto dalla Via Appia nel luglio 2024. L’iniziativa nasce proprio con l’obiettivo di valorizzare questo straordinario patrimonio storico, raccontando il ruolo strategico del Ponte Appiano, infrastruttura che per secoli ha collegato Roma all’Oriente favorendo il passaggio di merci, eserciti e culture.
La serata proseguirà con il Concerto Fluviale, durante il quale i gruppi Drone Orkestra e Furie Jambiche proporranno un repertorio di musica sperimentale ed etnica in perfetta armonia con il paesaggio naturale del Calore.
Il programma continuerà domenica 19 luglio con un’altra proposta originale: il Talk Show Fluviale, un confronto all’aperto dedicato ai temi della valorizzazione culturale, ambientale e turistica, che vedrà la partecipazione di docenti universitari, studiosi e rappresentanti delle istituzioni.
“Probabilmente siamo anche gli unici a realizzare un talk show direttamente sulle rive di un fiume – aggiunge Errico –. Vogliamo che il paesaggio diventi parte integrante della riflessione sul futuro dei territori”. La serata si concluderà con il concerto di musica popolare di Antonio Matrone, detto ‘O Lione, tra i più autorevoli interpreti della tradizione della tammorra.
Per entrambe le serate è prevista una scenografica illuminazione artistica del Ponte Appiano e della vegetazione circostante, studiata per esaltare il dialogo tra il patrimonio archeologico e l’ambiente naturale.
Negli anni “Il Borgo e il Fiume” è cresciuto costantemente: dai circa cento visitatori delle prime edizioni è arrivato oggi ad attirare alcune migliaia di persone, contribuendo a fare di Apice una meta del turismo culturale e sostenibile. Un risultato sostenuto dalla collaborazione tra enti locali, università, associazioni e istituzioni che condividono un obiettivo comune: trasformare il patrimonio storico, paesaggistico e antropologico in un motore di sviluppo.
L’iniziativa, infatti, punta a valorizzare la Via Appia e il Ponte Appiano, promuovere la tutela degli ecosistemi fluviali, recuperare le tradizioni popolari e favorire il dialogo tra ricerca scientifica e comunità locali attraverso format innovativi come il teatro, il concerto e il talk show sul fiume.
Da borgo segnato dal terremoto a laboratorio culturale a cielo aperto, Apice continua così a raccontare la propria rinascita, scegliendo il Calore come palcoscenico e la memoria come protagonista.

