San Marzano in festa per il re dei pomodori

Un percorso enogastronomico che si snoda con numerose postazioni dove è possibile degustare la versatilità del cosi detto "oro rosso", dai piatti tipici e pregni di storia, alle innovazioni delle ultime generazioni di chef e semplici appassionati. Dall'utilizzo classico sulla pizza, "schiattato direttamente con le mani sull'impasto", alla classica merenda "ever green" pane e pomodoro, al profumatissimo cocktail "Sammarzano dry".

Si dice che i Pelasgi, abbiano appellato “Saron” –  il territorio della Valle del Sarno alle pendici del Monte  Saro –  la loro terra di origine. Si trasferirono qui perchè le acque dei fiumi, molto navigabili, venivano utilizzati per irrigare i campi.

Vogliasi per il terreno molto fertile e di origine vulcanico, vogliasi per la faciltà con cui si potevano irrigare i campi, aggiungiamoci il clima mite, il sole che in maniera pressochè continua bacia queste terre da aprile a settembre hanno reso questo luogo semplicemente perfetto  per la coltivazione  del pomodoro San Marzano. Originario del Perù e donato ai Borboni nell’ottocento, ha trovato in questa terra la sua seconda patria.

Dopo aver conosciuto il massimo splendore,  il pomodoro San Marzano rischia di scomparire assieme alla crisi aziendale che ha trovolto la Cirio, azienda alla quale deve la sua fama. La famiglia Ruggiero, che ne ha favorito il nuovo successo, il “re dei pomodori” ha riconquistato il trono, vivendo una seconda giovinezza.

Lustro e splendore che si manifestano con la celebrazione del “Pomodoro San Marzano day”.  Giunto alla terza edizione, l’evento nasce e si sviluppa in contrada  Faricella, uno dei  luoghi simboli del San Marzano.

Un percorso enogastronomico che si snoda con numerose postazioni dove è possibile degustare la versatilità del cosi detto “oro rosso”, dai piatti tipici e pregni di storia, alle innovazioni delle ultime generazioni di chef e semplici appassionati. Dall’utilizzo classico sulla pizza, “schiattato direttamente con le mani sull’impasto”, alla classica merenda “ever green” pane e pomodoro, al profumatissimo cocktail “Sammarzano dry”.

Il clima ricorda volutamente le feste di paese, quelle belle di un tempo. Con la differenza che ad anticiparla c’è una conferenza che quest’anno ha visto gli interventi di Giuseppe Canfora, sindaco di Sarno, Edoardo Angelo Ruggiero, fondatore di Danicoop, Luigi Frusciante, professore ordinario di Genetica agraria presso l’Università degli Studi di Napoli Federico.  Moderati dalla giornalista enogastronomica Laura Gambacota, tutti  si sono mostrati compatti nel voler far emergere con forza il  legame indissolubile che si crea tra il contadino e la sua terra.

Quella dignità contadina che solo chi sta a contatto ogni giorno con la propria terra sviluppa. Ora si sta provando a trasmettere questa dignità, questa eredità anche alle nuove generazioni, attraverso eventi come questo. Infatti, cresono di anno in anno i giovani che lavorano, gomito a gomito, con chi produce pomodori da 70 anni.

Ospite speciale  il maestro Beppe Vessicchio, autore del libro” La musica fa crescere i pomodori”, in cui analizza il rapporto tra la musica armonico-naturale e il buon andamento delle coltivazioni di pomodoro.

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