PASSIONI IN…CANTATE per Classico Napoletano

PASSIONI IN...CANTATE per Classico Napoletano

La musica napoletana, nelle sue espressioni più alte, e, allo stesso tempo, più popolari, sono in scena al quarto appuntamento di CLASSICO CONTEMPORANEO in un “incantamento” teatrale firmato da Mariano Bauduin

 che vede in scena due voci melodiose e potenti quali quelle di Patrizioa Spinosi e Maurizio Murano, accompagnati dalle chitarre acustiche di Michele Bonè e Ernesto Bravo Perez, Utilizzando al suggestiva scenografia naturale del Chiostro di San Domenico Maggiore, lo spettacolo è un’occasione imperdibile per vivere l’incanto di una terra attraverso una delle manifestazioni artistiche (la musica) che l’ha resa immortale e conosciuta in tutto il mondo.

venerdì 21 agosto, h 21,30, GLI ALBERI DI CANTO TEATRO, PASSIONI IN…CANTATE con Patrizia Spinosi    Maurizio Murano, alle chitarre Michele Bonè e Ernesto Brevo Perez; costumi  Zaira De Vincentis, asssitente alla regia Simona Esposito. Regia Mariano Bauduin

Sono partito da una cantata di Alessandro Scarlatti, passando per Cimarosa, per Mario Costa, E.A.Mario, Lama, De Giovanni, per tornare a Logroscino, Paisiello, i canti salentini, Luigi Ricci ecc.

Non è un percorso con dinamiche temporali, non è un viaggio all’interno della musica napoletana, assolutamente no, è una specie di “incantamento” o un “incatenamento” dei sentimenti amorosi legati a suoni antichi e moderni, in un corto circuito della memoria, dove quello che sembra moderno si traveste di antichità e viceversa… i suoni vivono un rapporto tutto loro con il tempo e quindi affrancandoli da determinate collocazioni storiche acquistano un nuovo senso del tutto teatrale.

L’azione è puramente settecentesca, il mondo a cui ci riferiamo è una della più pura formalità, eppure i suoni ne determinano un nuovo e autentico gioco di specchi e di rimandi. Quello che si racconta è la Passione e il sentimento amoroso nelle sue pieghe e nelle sue autentiche sonorità’.

Non ho voluto preoccuparmi di nessuna filologia, ne’ filosofia dell’amore, ma di una filosofia dell’anima, o una filosofia del cuore, inseguendo stati d’animo e ignoti moti come li avrebbe definiti Jung nei suoi studi sulla Libido, basati su concetti di inconscio collettivo, interpretazione del simbolo ed energia psichica e non piu’ suoi concetti di pulsione sessuale e di morte, Io, Es, e Super-io della scuola freudiana. Jung, mettendo in luce la presenza di archetipi nell’inconscio dell’uomo, propose la Libido come “energia psichica” perdendo dunque il significato originario di pulsione sessuale e acquistando il significato di “trasformazione spirituale “.

Mariano Bauduiin