CON LE FURIE ROSSE IL RUGBY INCLUSIVO ENTRA NELLA FAMIGLIA RUGGERS TARVISIUM

Si chiamano Furie Rosse e sono la nuova squadra di rugby inclusivo della Ruggers Tarvisium ASD. Il progetto è stato presentato a Treviso

FURIEROSSE

Si chiamano Furie Rosse e sono la nuova squadra di rugby inclusivo della Ruggers Tarvisium ASD.

Il progetto è stato presentato a Palazzo Rinaldi, a Treviso, alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni cittadine e del mondo sportivo, della Federazione Italiana Rugby, delle realtà del territorio, di atleti e famiglie.

L’obiettivo delle Furie Rosse parte da un principio semplice: non creare una squadra “a parte”, ma costruire un’esperienza sportiva autentica all’interno della Tarvisium, nella quale persone con difficoltà cognitive e relazionali possano essere prima di tutto giocatori e giocatrici, compagni e compagne di squadra, atleti.

Il progetto, rivolto principalmente a donne e uomini indicativamente tra i 16 e i 60 anni, prevede percorsi sportivi adattati alle caratteristiche dei singoli partecipanti e il coinvolgimento di giocatori ed ex giocatori nel ruolo di facilitatori e compagni di squadra.

Il valore del progetto è stato sottolineato anche dal presidente della Federazione Italiana Rugby Andrea Duodo, che ha ringraziato la Tarvisium per l’iniziativa, e da Vittorio Raccamari, presidente del Comitato Regionale Veneto FIR, che ha illustrato la diffusione delle esperienze di rugby inclusivo già attive in Veneto e Friuli Venezia Giulia e l’importanza della crescita di questo movimento.

A presentare nel dettaglio le Furie Rosse è stato Tiziano Casanova, responsabile Progetti Speciali della Ruggers Tarvisium, illustrando il percorso sportivo, educativo e sociale pensato per gli atleti.

Il modello prevede due allenamenti settimanali, percorsi motori personalizzati, partecipazione a eventi regionali e nazionali e, progressivamente, anche esperienze internazionali, oltre a campus, attività stagionali, iniziative pubbliche e momenti di socializzazione con atleti e famiglie.

Fondamentale sarà la costruzione di una rete intorno agli atleti, coinvolgendo famiglie e caregiver, scuole, ULSS 2 Marca Trevigiana, servizi sociali, associazioni, Pavanello: «Prima viene la persona, poi viene l’atleta»

About Author

CHIUDI
CHIUDI