Naso elettronico, piccoli passi in 40 anni di ricerca

Naso elettronico, piccoli passi in 40 anni di ricerca
Il progetto, altamente ambizioso e inizialmente proposto negli anni 80, è stato esplorato per vari aspetti da molteplici gruppi di ricerca e a tutt’oggi restano grandi potenzialità di crescita ed esplorazione scientifica in quest’ambito.

Il gruppo impegnato nel progetto attualmente è costituito da un team multidisciplinare (chimici, fisici, ingegneri, biologi e computer scientists) con una forte presenza italiana.

 

Il lavoro si sviluppa su tre fronti: ampliare lo sviluppo di nuovi materiali che migliorino le prestazioni dei sensori, costruire un’apparato elettronico vero e proprio (il “naso”) basato su un numero limitato di sensori (dai noi battezzato EVA o electronic volatile analyzer), ed effettuare con metodi analitici e di “neural network” un’analisi dei dati che sono acquisiti dai sensori. Il funzionamento del naso elettronico si ispira a quello del nostro stesso naso, in cui ciascuno dei recettori olfattivi non è generalmente tarato per riconoscere una singola molecola e, preso singolarmente, associarvici un odore. Infatti gruppi di recettori operano in concerto per generare un’impronta olfattiva (fingerprint) che il nostro cervello assocerà all’odore rilevato.

Il concetto del fingerprint è proprio quello di identificare nella risposta di un insieme di sensori non specifici un insieme di caratteristiche che possano venire associate unicamente ad un particolare gas o miscela.

Il progetto si avvale di una vasta gamma di esperienze che sono intrinseche del laboratorio di Almaden, culla della chimica per i materiali resistivi e dello sviluppo dei nanomateriali. Qui era nata negli anni Settanta la “relational database”.

La fabbricazione di film sensibili si basa su concetti ben affermati di materiali preparati a partire da reagenti in soluzione, procedure che si prestano a produzione a basso costo su larga scala, senza necessità di complessi e costosi macchinari.

Commenti

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.