LUCERA E JESI, IL LEGAME CON FEDERICO II RIPARTE
Dopo il gemellaggio del 1970, le due città rilanciano la collaborazione istituzionale e culturale. Al centro patrimonio federiciano, giovani, turismo, scuole e il progetto di una rete delle “Città Federiciane”
Cinquantasei anni dopo quel gemellaggio che aveva sancito un legame fondato sulla figura di Federico II di Svevia, Lucera e Jesi tornano a stringere i rapporti. Le due città hanno firmato un nuovo Protocollo d’Intesa per rafforzare la cooperazione istituzionale e culturale e trasformare una comune eredità storica in un percorso concreto di progettazione e collaborazione.
A sottoscrivere l’accordo sono stati i sindaci di Jesi, l’avvocato Lorenzo Fiordelmondo, e di Lucera, l’avvocato Giuseppe Pitta. Il nuovo Protocollo nasce come integrazione del patto di gemellaggio siglato nel 1970 e punta a dare continuità a una relazione che affonda le proprie radici nella storia dell’imperatore svevo.
«Lucera e Jesi sono unite dalla figura di Federico II di Svevia. Insieme valorizzeremo il patrimonio federiciano e rilanceremo un legame nato con il gemellaggio del 1970, trasformandolo in un percorso strutturato di collaborazione culturale e istituzionale», sottolinea Walter Vittorio Massimo Di Pierro, presidente dell’Archeoclub d’Italia, sede di Lucera “Minerva”.
La storia che accomuna le due città è particolarmente significativa. Jesi diede i natali a Federico II il 26 dicembre 1194, mentre Lucera rappresentò uno dei luoghi più importanti della sua politica imperiale. Tra il 1223 e il 1246 l’imperatore trasferì nella città pugliese una numerosa comunità musulmana proveniente dalla Sicilia, dando vita alla colonia saracena e facendo di Lucera un vero laboratorio politico, amministrativo e culturale, caratterizzato dalla presenza e dall’incontro di popoli, culture e religioni differenti.
È proprio da questa eredità che prende forma il nuovo progetto di collaborazione. Tra gli ambiti individuati dal Protocollo figurano la ricerca storica, la divulgazione del patrimonio federiciano, la costruzione di itinerari di turismo culturale e gli scambi tra scuole, università, associazioni e operatori del settore turistico.
In programma anche eventi condivisi, mostre, convegni e attività didattiche dedicate alla conoscenza del patrimonio materiale e immateriale legato a Federico II. Un’attenzione particolare sarà riservata alle nuove generazioni, attraverso iniziative dedicate al dialogo interculturale, all’innovazione, alla conoscenza della storia e ai valori della cittadinanza europea.
Tra le prospettive indicate nel nuovo percorso c’è anche la valorizzazione del patrimonio monumentale di Lucera, a partire dal Palatium e dal progetto del futuro Polo Museale “Stupor Mundi”.
L’obiettivo è coniugare tutela e nuova funzione culturale dell’edificio, attraverso interventi di restauro ispirati ai principi del minimo intervento e della distinguibilità. Il progetto di rifunzionalizzazione prevede spazi museali, una mediateca, una sala conferenze e aree dedicate agli eventi all’aperto.
Una trasformazione pensata per restituire al Palatium un ruolo centrale nella vita culturale della città e per inserirlo in una più ampia strategia di valorizzazione dell’identità federiciana.
Per settembre è previsto inoltre un nuovo appuntamento di progettazione partecipata, con il coinvolgimento dello Studio Associato Guadagno e Carafa di Caserta, delle istituzioni, delle associazioni, delle scuole e dei professionisti del settore.
Il nuovo Protocollo guarda però anche oltre il rapporto tra Lucera e Jesi. Tra le proposte figura infatti la creazione del “Patto delle Città Federiciane per la Cultura e la Conoscenza”, con le due città nel ruolo di capofila.
L’idea è costruire progressivamente una rete tra i centri italiani legati alla storia di Federico II, utilizzando questa eredità non soltanto come elemento identitario e celebrativo, ma come strumento per creare occasioni di confronto, ricerca e progettazione comune.
I temi potrebbero cambiare di anno in anno: dal rapporto tra Oriente e Occidente alla scienza, dalla ricerca alla tutela del patrimonio culturale, dalla legalità al rapporto tra uomo, natura e ambiente, fino alle sfide contemporanee legate all’intelligenza artificiale e alla conoscenza.
Una prospettiva che punta dunque a proiettare il gemellaggio in una dimensione europea e sovranazionale.
Un premio giornalistico dedicato agli studenti
All’interno di questo percorso si inserisce anche il Premio Giornalistico Scolastico Nazionale “Federico II – Raccontare il futuro”, destinato agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado di Lucera e Jesi, con la possibilità di estendere successivamente l’iniziativa agli istituti delle altre città federiciane italiane.
L’intento è avvicinare i ragazzi al giornalismo come strumento di ricerca della verità, educazione civica e partecipazione democratica, mettendo in relazione la conoscenza della storia con la capacità di interpretare il presente e immaginare il futuro.
Il nuovo Protocollo riannoda così i fili di una storia iniziata nel 1970. A firmare allora il gemellaggio furono i sindaci Alberto Borioni per Jesi e Vincenzo Scarano per Lucera, insieme agli assessori anziani Pacifico Carotti e Gennaro Vecchiarino, quest’ultimo all’epoca presidente della Pro Loco lucerina e tra i promotori dell’iniziativa.
A testimonianza di quel primo legame resta anche la pergamena realizzata dall’artista jesino Alberto Archetti, con la raffigurazione di Federico II tratta da una celebre incisione dell’opera Ritratti di cento capitani illustri di Aliprando Caprioli, pubblicata a Roma nel 1596. A documentare il gemellaggio resta inoltre l’opuscolo Gemellaggio Lucera-Jesi, 21 giugno 1970, pubblicato dall’Amministrazione comunale dell’epoca.
Il rilancio del rapporto è maturato nell’ambito delle attività dell’Archeoclub d’Italia APS – Sede di Lucera “Minerva”, a partire dalla proposta della socia Giovanna Sasso, condivisa con il presidente Walter Di Pierro e il consigliere Paolo Antonio Cibelli. Il progetto è stato quindi portato all’attenzione del Direttivo e dei soci, coinvolgendo anche il consigliere comunale e presidente della Commissione Cultura Gianni Finizio, quale referente politico e punto di raccordo con l’Amministrazione comunale.
Al percorso ha collaborato inoltre Alessandro Strinati, presidente dell’associazione Imperiales Friderici II.
Dopo oltre mezzo secolo, il gemellaggio tra Lucera e Jesi prova così a cambiare passo: dalla memoria condivisa alla progettazione, dalla celebrazione della storia alla costruzione di nuove opportunità culturali, educative e turistiche. Con Federico II come filo conduttore, ma con lo sguardo rivolto al futuro.

