L’Esodo, il film di Ciro Formisano all’AAMOD di Roma

Alla Sala Zavattini dell’AAMOD di Roma è stato proiettato “L’Esodo”, film d’esordio del regista Ciro Formisano che vede interprete protagonista una intensa Daniela Poggi.

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Alla Sala Zavattini dell’AAMOD di Roma è stato presentato L’Esodo, film d’esordio del regista Ciro Formisano, un’opera intensa e necessaria che riporta al centro dell’attenzione uno dei capitoli più dolorosi della recente storia sociale italiana: quello degli esodati.

Il film affronta il dramma degli oltre 400 mila lavoratori che, tra il 2011 e il 2012, rimasero senza lavoro né pensione in seguito alla riforma previdenziale varata dal governo tecnico guidato da Mario Monti. Una frattura profonda, che ha segnato migliaia di famiglie e che ancora oggi rappresenta una ferita aperta nel tessuto sociale del Paese.

Al centro del racconto c’è Francesca, 59 anni, interpretata da Daniela Poggi. È una donna qualunque, improvvisamente privata di ogni certezza: senza reddito, con una nipote adolescente a carico, scivola lentamente in una condizione di povertà silenziosa e invisibile. Con pudore e dignità, arriva a mendicare in Piazza della Repubblica, a Roma. Attorno a lei si muove un’umanità variegata e contraddittoria – tra solidarietà e ostilità – che riflette una società spesso distratta, incapace di riconoscere chi scivola ai margini.

Ciro Formisano sceglie uno sguardo intimo ma profondamente politico, trasformando una vicenda individuale in simbolo di un trauma collettivo. Il progetto affonda le sue radici nelle testimonianze raccolte durante la realizzazione del documentario Figli dell’Esodo, che ha fornito al regista un patrimonio di storie vere, poi rielaborate in chiave cinematografica.

La prova di Daniela Poggi è il cuore pulsante del film: un’interpretazione misurata e intensa, capace di restituire un dolore trattenuto, quotidiano, che appartiene a tante donne e uomini rimasti senza voce. Non a caso, la sua performance è stata premiata in numerosi festival italiani, tra cui il Globo d’Oro della Stampa Estera.

L’Esodo non è soltanto un film sociale, ma un’opera che interroga lo spettatore e lo invita a riflettere sul rapporto tra cittadini e istituzioni, sulle promesse tradite e sulla fragilità delle tutele. Un racconto necessario, che restituisce dignità a chi è stato dimenticato e riaccende i riflettori su una vicenda che non può essere archiviata.

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