L’EDITOREEL: Stipendi e parità, l’UE impone uno stop all’omertà
Una direttiva europea approvata di recente dice basta al segreto sugli stipendi. È un cambio epocale per la trasparenza sul lavoro. E una svolta concreta contro il gender pay gap.

Hai mai avuto il dubbio che il tuo collega guadagni più di te… pur facendo lo stesso lavoro? Presto non sarà più un sospetto: sarà un dato.
Una direttiva europea approvata di recente dice basta al segreto sugli stipendi. Entro il 2026 potrai chiedere – e ottenere – informazioni precise sulla retribuzione media dei tuoi colleghi, uomo o donna che tu sia.
È un cambio epocale per la trasparenza sul lavoro. E una svolta concreta contro il gender pay gap.
La direttiva UE 2023/970 obbliga aziende pubbliche e private a fornire – entro 60 giorni – dati sui salari medi di chi svolge lo stesso lavoro. Se emerge una differenza ingiustificata superiore al 5%, scatta l’obbligo di revisione interna e – se necessario – l’adeguamento della retribuzione.
Dunque, se sei discriminata o discriminato, è il datore di lavoro che dovrà dimostrare di essere in regola. Non tu.
Ma c’è di più: saranno vietate le clausole che ti impediscono di parlare del tuo stipendio. Il silenzio retributivo non è più accettabile.
Questa è una battaglia per la trasparenza. Per l’equità. Per la dignità professionale.
