L’EDITOREEL: Ospedali lombardi nel mirino dei NAS
In Lombardia le liste d’attesa degli ospedali le controlleranno i carabinieri. La Regione ha firmato un protocollo con i NAS per monitorare visite ed esami troppo lontani nel tempo.

In Lombardia, adesso, le liste d’attesa degli ospedali le controlleranno i carabinieri.
No, non è uno scherzo. La Regione ha firmato un protocollo con i NAS per monitorare visite ed esami troppo lontani nel tempo. L’obiettivo? Scoprire perché, nonostante aumentino le prestazioni, i tempi restano lunghissimi.
Ma non tutti sono d’accordo.
I medici protestano: dicono che questo intervento rischia di scaricare la colpa su di loro, senza affrontare il vero problema: pochi fondi, poco personale, troppe pressioni legali.
La Regione, invece, dice che serve uno sguardo terzo, perché così si capisce se le richieste siano davvero appropriate o solo frutto della cosiddetta “medicina difensiva”: cioè quella valanga di esami prescritti per paura di essere denunciati.
Ma intanto, chi aspetta una TAC urgente da mesi, si sente abbandonato.
C’è chi parla di svolta. E chi parla di fallimento.
