L’EDITOREEL: Minaccia il prof, Cassazione assolve studente
Il sistema scolastico italiano oggi riconosce anche i docenti, nell’esercizio della loro funzione, come pubblici ufficiali. Ecco perché fa discutere la vicenda dello studente assolto dall’accusa di oltraggio per minacce al suo professore che lo aveva sospeso.
Il sistema scolastico italiano oggi riconosce anche i docenti, nell’esercizio della loro funzione, come pubblici ufficiali.
Ecco perché fa discutere una vicenda recente: Uno studente sospeso per 25 giorni ha espressamente detto al suo docente che “finita la scuola sarebbe andato a trovarlo. Non era una minaccia la sua ma un avvertimento perché le regole per lui non valgono”.
Per quella frase era stato inizialmente condannato per resistenza a pubblico ufficiale. Ma la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza, ritenendo che si trattasse non di resistenza – ovvero impedire lo svolgimento di un atto d’ufficio – ma di protesta dopo che la misura era già stata adottata.
La distinzione è fondamentale: se il docente è pubblico ufficiale, minacce, oltraggi o resistenze assumono peso penale. Ma la Cassazione ha evidenziato che – nel caso specifico – non era in corso un atto da impedire, bensì una contestazione successiva.
E allora, quali comportamenti apertamente offensivi o minacciosi verso un docente configurano un reato e quali rientrano nella libertà di espressione?.
E poi c’è il tema della educazione al rispetto delle regole e del riconoscimento dell’autorità, queste sconosciute!
