L’EDITOREEL: Lavoro, sta cambiando tutto e non ce lo stanno dicendo

Il lavoro sta cambiando sì, ma nel cambiamento alcuni italiani stanno dimenticando l’articolo 1 della Costituzione.

Partire a razzo e finire a ca...

Prima di introdurre l’argomento di confronto di oggi voglio ringraziare coloro che stanno mostrando interesse per il mio nuovo libro “Partire a razzo e finire ca…- Fatti e misfatti di una over 40 in cerca di lavoro”. Grazie ai colleghi e alle colleghe che stanno trovando spazio nelle loro testate, grazie ai feedback che stanno arrivando dai lettori e dalle lettrici. 

A prova del fatto che le mie esperienze sono quelle di tante altre persone. Questo fa sentire meno sola me e voi! 

Il lavoro sta cambiando sì, ma nel cambiamento alcuni italiani stanno dimenticando l’articolo 1 della Costituzione, ovvero: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”. Strumento di dignità, di partecipazione e mezzo di progresso sociale ed economico comune.  

In questa fase di cambiamento però pare si stia facendo un passo indietro soprattutto per quanto riguarda lo smart working.

Così, mentre da una parte c’è chi rivendica flessibilità, tempo e qualità della vita. Dall’altra, si parla di produttività, controllo, presenza. 

Ma lavorare da casa non per tutti significa lavorare meglio, Così come la presenza in ufficio non sempre è necessaria. 

Io ho sempre svolto la mia attività da remoto, come corrispondente, inviata o produttrice di rubriche indipendenti, che poi spedivo alle emittenti. Mi sono attrezzata per farlo ancora prima che ci fossero gli strumenti adatti e alla portata di tutti. Video di questo tipo, per esempio, li realizzavo in un angolo del mio studio già nel 1998! Ma per condurre tg o talk show era comunque necessaria la presenza in tv. 

Voi cosa ne pensate invece? Scrivetelo nei commenti, condividerò i vostri punti di vista, se interessanti, nelle storie di tutti i canali social, miei e di kappaelle.net, il web magazine per le donne intraprendenti.

About Author

CHIUDI
CHIUDI