terrerare

Le chiamiamo terre rare, ma di raro non hanno solo il nome: sono il vero motivo per cui le grandi potenze economiche si stanno contendendo il futuro. E no, non è un’esagerazione.
Perché dietro il tuo smartphone, l’auto elettrica che sogni, le pale eoliche, i pannelli solari e perfino alcuni strumenti medicali, ci sono loro: le terre rare.

Sono un gruppo di 17 elementi chimici fondamentali per la tecnologia moderna. Non sono così rare in natura, come spesso si pensa, ma sono difficili, costose e altamente inquinanti da estrarre e lavorare. Ed è qui che la partita diventa geopolitica.

Oggi la Cina controlla gran parte della produzione e della raffinazione mondiale delle terre rare. Questo significa una cosa molto semplice: chi controlla le terre rare, controlla una fetta enorme dell’economia globale e della transizione energetica. Stati Uniti, Europa, Giappone stanno cercando alternative, miniere interne, nuovi accordi strategici. Ma il ritardo è evidente.

E mentre parliamo di sostenibilità, innovazione, futuro green, il paradosso è che senza le terre rare tutto questo futuro si blocca. La transizione ecologica dipende da risorse che creano nuove dipendenze, nuovi squilibri, nuove tensioni internazionali.

Quindi,  stiamo cambiando modello energetico o stiamo solo spostando il potere da una risorsa all’altra? E soprattutto, siamo pronti a pagarne il prezzo ambientale, politico ed economico?

Quello delle terre rare non è un tema lontano, tecnico o per addetti ai lavori. È una questione che riguarda tutti noi, il lavoro che verrà, la tecnologia che usiamo ogni giorno, il tipo di mondo che stiamo costruendo.

Scrivetemi cosa ne pensate nei commenti: i più interessanti li condividerò nelle storie di tutti i canali social, miei e di kappaelle.net, il web magazine per le donne intraprendenti.

 

About Author

CHIUDI
CHIUDI