L’EDITOREEL: Immigrazione USA, arrestato anche bimbo di 5 anni

A Minneapolis un bambino di cinque anni è stato fermato dalla polizia dell’immigrazione all’uscita di scuola. L’vento sta indignando il mondo.

E se ti dicessi che un bambino di cinque anni è stato fermato dalla polizia dell’immigrazione mentre tornava da scuola? È successo a Minneapolis ma l’evento sta indignando il mondo.
Perché qui non parliamo solo di immigrazione, parliamo di confini etici e di diritti dei minori.
Il piccolo, zaino in spalle e cappellino a forma di peluche sta uscendo da scuola e corre felice e pimpante verso il genitore che è andato a prenderlo. La quotidianità per tante famiglie, no. Solo che questa famiglia in particolare ha la sfortuna di vivere in un posto dove non è ben accetta e il piccolo si ritrova a fare da esca per permettere agli agenti della polizia federale dell’immigrazione di arrestare il padre e condurli, insieme, in un centro di detenzione in Texas.
Questo tipo di approccio pare essere diventato la normalità: nelle ultime settimane, altri ragazzi tra i dieci e i diciassette anni sono stati fermati per lo stesso motivo.

A detta dell’Ice l’operazione è nata per catturare i criminali pericolosi. Sarà, ma molte delle persone arrestate non hanno precedenti penali. Tanti cittadini statunitensi sono stati fermati senza mandato, molti episodi di violenza, come quella su Renee Nicole Good.

Secondo voi è giusto usare i bambini, come strumenti? Sì, è vero, c’è chi li sfrutta per scopi poco leciti. Ma qui parliamo di immigrazione non di criminalità. Chiunque non sia cittadino statunitense è considerato tale che sia studente, professionista o lavoratore onesto…Anche gli italiani, non dimentichiamolo. 

Scrivete la vostra opinione sulla questione nei commenti. Condividerò quelli interessanti nelle storie di tutti i profili social, miei e di kappaelle.net, il web magazine per le donne intraprendenti.

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