L’EDITOREEL: Il coraggio delle donne iraniane trascurata dai social

Le iraniane protestano facendo girare sui social foto che le ritrae mentre fumano a capo scoperto e accendono la sigaretta con una immagine in fiamme dell’Ayatollah Khamenei. Una lotta rischiosa che passa inosservata.

In Iran alcune donne stanno facendo girare immagini scattate mentre accendono una sigaretta con una foto in fiamme dell’Ayatollah Khamenei. Lo fanno senza velo. Lo fanno sapendo che questo potrebbe non farle arrivare a domani. Perchè non si tratta di una provocazione social, non è una performance: è un gesto che può costare loro la vita. Ed è da qui che dobbiamo partire, perché mentre in Occidente discutiamo di slogan e simboli, altrove c’è chi fa i fatti mettendo a repentaglio la propria incolumità.
Quelle donne non stanno chiedendo attenzione, stanno reclamando sovranità sul proprio corpo. Lo fanno con un gesto quotidiano, quasi banale per noi, ma che in altri luoghi è un atto politico assoluto: Sì, parlo di gesti come fumare, mostrare i capelli, guardare in camera e dire “io esisto” in un Paese dove, nel 2026, si può ancora essere condannate a morte per gesti del genere sa di libertà allo stato puro.
E allora perché le loro immagini passano quasi inosservate? Perché tante organizzazioni internazionali, tante istituzioni, tante voci femministe restano tiepide, quando non apertamente ambigue? Intanto, loro — le donne iraniane — trasformano la paura in rivoluzione, senza sponsor, senza protezione, senza hashtag rassicuranti.
Questa è una lotta essenziale, che ci riguarda tutte e tutti. Perché se accettiamo che il coraggio vero venga ignorato, allora stiamo scegliendo da che parte stare. Voi cosa ne pensate? Scrivetelo nei commenti, vi aiuterò a diffondere il vostro pensiero ricondividendo quelli interessanti nelle storie di tutti i canali social, miei e di kappaelle.net, il web magazine per le donne intraprendenti. 

About Author