L’EDITOREEL: Giovani sempre più violenti, emergenza o segnale?

A quanto pare anche entrare a scuola può essere pericoloso quanto camminare di notte in certe strade…Sia per gli studenti che per gli insegnanti. Ma quanto accaduto a La Spezia è davvero allarmante.

A quanto pare anche entrare a scuola può essere pericoloso quanto camminare di notte in certe strade…Sia per gli studenti che per gli insegnanti. Ma quanto accaduto a La Spezia è davvero allarmante. 

E a nulla servono decreti, norme più dure, tolleranza zero se poi si riesce a stare tra i banchi di scuola con i coltelli nel portapenne. E soprattutto se non si fa nulla a sentire un ragazzo esprimere il desiderio di togliere la vita a qualcuno. Ignorata come una provocazione, come una bravata. E non come un allarme assordante.

Il Governo risponde con leggi più dure, pensa a controlli addirittura con metal detector. Ma servono? Sì. Bastano? No. Perché è necessario un patto educativo vero, quotidiano, tra scuola, famiglie e istituzioni. Altrimenti continueremo a lucidare l’acciaio delle leggi, senza mai tagliare il problema alla radice.

Intanto all’istituto Einaudi Chiodo, dove si è consumata l’ultima, come tempistica, ma speriamo lo resti davvero in tutti i sensi, la tragica fine di uno studente per mano di un compagno di classe, è stato attivato un sostegno psicologico. Supporto esteso a tutto il panorama scolastico provinciale con l’obiettivo primario di garantire che la popolazione studentesca si senta accolta e supportata.

E adesso voglio sapere cosa ne pensate voi. Avete esperienze, riflessioni, idee? Scrivetelo nei commenti: quelli più interessanti li condividerò nelle storie di tutti i canali social, miei e di kappaelle.net, il web magazine per le donne intraprendenti. Perché questa non è solo una notizia. È una responsabilità collettiva.

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