L’EDITOREEL: Genitori uniti contro lo smartphone precoce

Qualche editoreel fa vi ho accennato della nuova legge che in Australia vieta i social media ai minori di 16 anni. Ma cosa succede se si vieta lo smartphone fino ai 14 anni? L’esperimento è stato avviato un anno fa in una piccola città a nord-ovest di Londra.

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Qualche editoreel fa vi ho accennato della nuova legge che in Australia vieta i social media ai minori di 16 anni. Ma cosa succede se si vieta lo smartphone fino ai 14 anni?

L’esperimento è stato avviato un anno fa in una piccola città a nord-ovest di Londra. I risultati? Complessivamente positivi e con un impatto anche nel resto del paese.

Importante è stata la collaborazione attiva dei genitori a cui è stato chiesto di non acquistare i cellulari ai propri figli. Prima di tutto perché non sarebbe stato possibile utilizzarli in classe ma soprattutto per evitare il desiderio di qualcosa di per sé inutile,  solo perché posseduto da altri. Il patto scuola-genitori include anche il divieto di accesso ai social network fino ai 16 anni.

Insomma, senza lo smartphone è migliorata la soglia dell’attenzione degli studenti ed è migliorato anche il modo in cui si relazionano gli uni con gli altri: parlano e giocano di più insieme, mentre prima tendevano a essere più sedentari. Anche se ovviamente alcuni problemi persistono, il fatto di non avere accesso ad app di messaggistica come WhatsApp li espone di meno a contenuti osceni o volgari; di riflesso si vedono meno smartphone anche tra gli studenti più grandi.

Attenzione, non vuole essere una battaglia contro la tecnologia.Ma

un invito a riprenderci il tempo, a scegliere con più consapevolezza quando dare accesso a un mondo che, sì, può essere meraviglioso… ma anche pericoloso se arriva troppo presto.

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