L’EDITOREEL: Concentrazione, caos e ADHD. Non è colpa tua!

Oggi sembra che tutti abbiano difficoltà a concentrarsi, a stare fermi. Cosa sta succedendo davvero?

Oggi sembra che tutti abbiano difficoltà a concentrarsi, a stare fermi. In Italia, secondo l’AIFA, sono circa 1 milione e 260 mila le persone alle quali è stato diagnosticato un disturbo da deficit di attenzione e iperattività. Non solo bambini.  E allora cosa sta succedendo davvero? Un approfondimento pubblicato su Nature prova a fare chiarezza e ci dice una cosa fondamentale: Le diagnosi dipendono da come vengono fatte. Alcuni studi si basano su semplici dichiarazioni e non su valutazioni cliniche.

C’è poi un altro elemento chiave di cui si parla poco: i criteri diagnostici sono cambiati. Il manuale DSM oggi è meno rigido rispetto al passato, soprattutto per gli adulti. Questo ha aperto la porta a diagnosi che prima non sarebbero mai arrivate. E qui entra in gioco un aspetto quasi invisibile: molti adulti scoprono di avere l’ADHD solo dopo la diagnosi dei figli. Non perché prima non esistesse, ma perché nessuno lo aveva riconosciuto.

E poi ci siamo noi. Il mondo in cui viviamo. I social media, il multitasking costante, le notifiche continue, scuole e lavori che chiedono attenzione prolungata in ambienti sempre più complessi. Alcuni esperti parlano di un disturbo “dipendente dal contesto”: in un sistema che pretende silenzio, immobilità e prestazioni continue, certe caratteristiche diventano un problema. Ma lo sono davvero, o è il contesto a non essere più umano?

Io sono la prima che si annoia e perde facilmente concentrazione a fare una sola cosa per volta. E tu? Se hai un’opinione, un’esperienza personale o semplicemente una domanda, scrivila nei commenti. I più interessanti li condividerò nelle storie di tutti i canali social, miei e di kappaelle.net, il web magazine per le donne intraprendenti. E sì, leggerò tutto.

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