L’EDITOREEL: Booking sotto indagine Antitrust, classifica strutture ingannevole

Secondo l’Autorità, infatti, la selezione non dipenderebbe davvero dal rapporto qualità-prezzo, ma dalle commissioni più alte pagate alla piattaforma.

Partire a razzo e finire a ca...

Di Booking.com vi ho già parlato in qualche editoreel fa quando il portale si è trovato coinvolto in un attacco hacker. A quanto pare l’evento ha creato una crepa che ha permesso all’Antitrust di scoprire pratiche commerciali scorrette: sotto la lente sono finiti i programmi “Partner Preferiti” e “Partner Preferiti Plus”. Sarebbero, per essere più chiari, quelle strutture che vedete in alto, spesso presentate come le migliori per qualità e prezzo. 

Ma potrebbero non esserlo davvero.

Secondo l’Autorità, infatti, la selezione non dipenderebbe davvero dal rapporto qualità-prezzo, ma dalle commissioni più alte pagate alla piattaforma. E questo cambia tutto. Perché quando scegliamo online, lo facciamo fidandoci di un suggerimento e delle recensioni.

Quindi, in concreto, rischiamo di prenotare strutture mediamente più costose, convinti di aver fatto l’affare migliore.

Booking dal canto suo parla di collaborazione e difende i propri programmi, sostenendo che siano equilibrati e conformi alle regole. Ma intanto i controlli sono partiti, con ispezioni già effettuate.

Oggi circa il 70% delle prenotazioni passa da queste piattaforme. E se l’ordine dei risultati viene influenzato da interessi economici, allora il meccanismo si altera.

Voi vi fidate davvero dei risultati che vedete online quando prenotate un viaggio?

Scrivetelo nei commenti, condividerò gli interventi interessanti nelle storie di tutti i canali social, miei e di kappaelle.net, il web magazine per le donne intraprendenti.

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