L’EDITOREEL: A Treviso l’inclusione va in taxi

A Treviso è stato firmato un accordo tra la Cooperativa Taxi e l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti locali che mette a disposizione buoni taxi da 10 euro a persone che hanno difficoltà di vista gravi.

Ogni giorno alla posta elettronica della redazione arrivano diverse comunicazioni, alcune le pubblico, altre le metto in standby, altre ancora le cestino perché magari non rispondenti alla linea editoriale del magazine. Però stavolta mi fa piacere riportare anche in questa rubrica l’iniziativa di Treviso, che trovo possa essere presa ad esempio, e ovviamente ci tengo anche a conoscere il vostro parere. 

Insomma, arrivo al dunque: A Treviso è stato firmato un accordo tra la Cooperativa Taxi e l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti locali che mette a disposizione buoni taxi da 10 euro a persone che hanno difficoltà di vista gravi.

Attenzione, qui non parliamo di assistenzialismo, parliamo di accesso alla città, di libertà di movimento e di partecipazione anche quando il trasporto pubblico non arriva ovunque o non è sufficiente. A Treviso ci ho vissuto quasi 5 anni, è una bomboniera, si gira facilmente in bicicletta ma…se non puoi essere autonomo diventa complicato spostarsi.
Il Comune di Treviso, ha fatto da facilitatore ed è proprio questo il punto: quando pubblico e privato dialogano, l’inclusione smette di essere uno slogan e diventa un servizio. Sostenere la mobilità significa sostenere la dignità, l’indipendenza, la possibilità di vivere pienamente la propria città.  Per l’Unione Ciechi questa opportunità era attesa da tempo. E allora, cosa aspettiamo a replicarla anche in altre città?

About Author