LE ORIGINI DELLA TOMBOLA E DEL MERCANTE IN FIERA, I GIOCHI CLASSICI DEL NATALE
Nel panorama delle tradizioni natalizie italiane, pochi passatempi evocano la stessa atmosfera della Tombola e del Mercante in fiera.
Nel panorama delle tradizioni natalizie italiane, pochi passatempi evocano la stessa atmosfera della Tombola e del Mercante in fiera. Ogni anno, nelle lunghe tavolate delle feste, questi giochi tornano a riunire generazioni diverse, mantenendo vivo un rito sociale che affonda le sue radici in epoche lontane. La Tombola, in particolare, è ormai un simbolo del Natale, un appuntamento quasi obbligato che accompagna pranzi e cene in famiglia. La sua storia, però, racconta molto più di un semplice gioco di fortuna: le sue origini risalgono al Settecento napoletano, tra politica, religione e creatività popolare.
Secondo la tradizione, la Tombola nacque nel 1734, quando il re Carlo III di Borbone decise di legalizzare il gioco del lotto, suscitando la contrarietà di parte del clero, contrario alla pratica del gioco d’azzardo, soprattutto nei giorni festivi. Per aggirare il problema, il lotto prese una forma nuova all’interno delle case, assumendo caratteristiche più familiari e meno legate alla sfera delle scommesse. Le famiglie iniziarono così a costruire cartelle numerate e un paniere da cui estrarre i numeri, trasformando ciò che era un gioco di Stato in un intrattenimento domestico, adatto alle riunioni natalizie.
Nel corso del tempo, la Tombola è diventata un rituale collettivo, scandito da espressioni gergali, ironia e smorfie proprie della tradizione partenopea: proprio quest’ultima ha recentemente visto la riedizione in formato tascabile e in quattro lingue, per avvicinare al mondo tradizionale napoletano anche i turisti provenienti dall’estero. La possibilità di partecipare in molti, con puntate minime e regole intuitive, ha favorito la sua diffusione in tutto il Paese. Ancora oggi il suo successo si spiega proprio con la sua capacità di coinvolgere tutti, dai più piccoli agli anziani, senza bisogno di particolari abilità o strategie. La Tombola è un gioco che unisce, crea attesa, genera risate e si presta perfettamente alle serate affollate delle festività, dove il vero obiettivo è condividere il tempo insieme.
Diversa, ma altrettanto affascinante, è la storia del Mercante in fiera, gioco di carte dalle origini più sfumate. Le prime tracce documentate risalgono al XVII secolo in Italia, anche se la versione oggi diffusa sembra essersi consolidata nel corso dell’Ottocento. Il suo inventore non è noto con certezza, ma la struttura del gioco richiama quella delle fiere e dei mercati popolari, luoghi dove contrattazioni, scambi e aste erano parte del quotidiano. Non sorprende, quindi, che il Mercante in fiera sia caratterizzato da un’atmosfera vivace e teatrale, in cui il banditore, ossia il mercante, assume un ruolo centrale, conducendo la partita come una sorta di spettacolo improvvisato.
A differenza della Tombola, il Mercante in fiera si basa su carte illustrate in più copie, oggetto di acquisti, scambi, offerte e colpi di scena. L’anima del gioco risiede nella trattativa, nel bluff, nella capacità di intuire le intenzioni degli altri partecipanti. Proprio per questa dinamica più articolata, non sempre tutti conoscono le regole: Se la Tombola non presenta però regole particolarmente rigide, quando si è in tanti è possibile che qualcuno dei presenti non sappia come si gioca al Mercante in fiera, che rimane pur sempre meno popolare e gettonato rispetto al classico gioco ad estrazione con il paniere. Ciò nonostante, quando il banditore riesce a coinvolgere anche i più inesperti, il Mercante in fiera può trasformarsi in una rappresentazione corale, in cui la fortuna conta quanto la capacità di negoziare e osservare.
