La ristorazione finisce per strada

La ristorazione finisce per strada

Imprenditrici e imprenditori chiamati a raccolta da Fipe–Confcommercio- la Federazione Italiana dei Pubblici esercizi, hanno simbolicamente apparecchiato per terra, davanti al palazzo della Regione a Napoli disponendo coperti rovesciati e nelle 24 piazze allestite lungo tutta la penisola a ricordare alla politica lo stato di emergenza nel quale versa il settore della ristorazione con 300mila posti di lavoro a rischio.


“Il Decreto Ristori approvato dal Governo – spiega di Porzio presidente di Fipe Confcommercio Napoli – è un primo importante segnale che va apprezzato, ma dopo decine di provvedimenti che hanno avuto problemi a diventare realmente operativi, il fattore tempo è essenziale.
“Siamo a terra, questo e’ lo slogan della manifestazione per descrivere la condizione di disagio in cui ci troviamo – Di Porzio, presidente di Fipe , un disagio non solo economico ma anche morale: siamo stati oggetto di provvedimenti che nell’ultimo mese si sono susseguiti e intreccianti, con Dpcm che andavano a sovrapporsi a ordinanze regionali , i pubblici esercizi sono un quinto delle aziende italiane e campane, chiediamo rispetto e di partecipare ai tavoli di concertazione.
Un cartellone raffigurante uno scontrino gigante che riporta tutte le perdite subite da marzo ad oggi e indirizzato al governatore della Campania Vincenzo De Luca
I partecipanti alla manifestazione hanno imbracciato una serie di cartelli con impresse le loro parole d’ordine: dalle categorie professionali (cuochi, lavapiatti, bartender, sommelier, bagnini.
Se le risorse promesse non arriveranno sui conti correnti degli imprenditori entro i primi giorni di novembre, il Paese perderà una componente essenziale dell’agroalimentare e dell’offerta turistica che da sempre ci rendono unici al mondo”.
Tutto questa non farà altro che portare a un drastico crollo dei consumi fuori casa, mettendo a rischio 1/3 della spesa alimentare degli italiani: secondo Coldiretti, l’intera filiera potrebbe arrivare a perdere oltre 1 miliardo di euro di fatturato, ed elaborando dati della Fipe, ha stilato una sorta di classifica delle categorie più colpite: al primo posto troviamo i ristoranti (65%), seguiti da pizzerie con servizio al tavolo (59%), fast food (10%) e pub (9%).
Secondo Rosario Lopa -portavoce della Consulta nazionale per l’Agricoltura e Turismo, e Alfredo Catapano-Responsabile Provinciale Commercio e Piccola Media Impresa:“Fino a ora le imprese campane non hanno avuto nessun aiuto da parte delle istituzioni nazionali né tantomeno da quelle locali che nonostante i numerosi annunci non ha dato seguito agli impegni assunti, con questi continui annunci, Palazzo Santa Lucia, ammette la propria sconfitta in quanto in tutti questi mesi non ha organizzato ne in risorse umane che in termini strutturali, i comparti regionali della sanità e dei trasporti, cosi da poter far fronte all’annunciata seconda ondata, facendo emergere la triste realtà, che tutto quello fatto fino a ora era solo a scopo di immagine elettorale ma senza una reale programmazione a tutela dei cittadini”.

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