La medicina narrativa torna al museo Bailio di Treviso

Martedì 19 novembre, alle 15.30 si terrà la presentazione del percorso al Museo Bailo di Treviso, a cura di Sabina Ferro.

Martedì 19 novembre, alle 15.30 si terrà la presentazione del percorso al Museo Bailo di Treviso, a cura di Sabina Ferro: nell’occasione verrà spiegato come l’impiego dell’arte figurativa nell’ambito della Medicina Narrativa, sia una risorsa preziosa per educare lo sguardo a cogliere “essenza e presenza” dell’altro da-me ma anche in-me. L’opera d’arte, infatti, “si lascia interrogare” mentre la guardiamo e la osserviamo scoprendo attraverso brevi sollecitazioni di scrittura autobiografica, che essa “ci ri-guarda”.

Inizia così la serie di incontri con operatori, familiari e pazienti per la nuova stagione del progetto di Officina di Medicina Narrativa “SENTIRSI nel pensare con Arte e Cura” . Verrà infatti proposto un discorso su cinque sensi al Museo Bailo che seguiranno il modello proposto da Rita Charon della Columbia University di New York e che riguarda i programmi di formazione delle Medicina Narrativa, in cui l’Arte viene utilizzata per approfondire le esperienze cliniche e di malattia.

I successivi incontri, in programma in due blocchi (il primo dal 26 novembre al 28 gennaio e il secondo dall’11 febbraio al 21 aprile, ore 15.30-18) avranno lo scopo di decifrare l’intenzione degli artisti delle varie opere lasciandosi interrogare da queste e cercandovi un nesso con la propria esperienza di cura o di malattia.

L’Officina di Medicina Narrativa – Sezione Veneto, è un progetto a carattere “pionieristico”: il Museo Bailo di Treviso è infatti l’unico polo ad ospitare un evento di questo carattere.

Tale proposta formativa, permetterà anche agli operatori sanitari che scelgono di utilizzare la pratica della Medicina Narrativa, di migliorare la comprensione del malato, attraverso le scienze umane, le arti, la letteratura e la musica (Medicall Humanities).

Ai pazienti e ai familiari, la pratica della Medicina Narrativa al Museo, rappresenterà un concedersi una “sosta” per ritrovarsi e accettare la frattura biografica imposta dalla malattia e un entrare in contatto con il proprio sentire e aver la possibilità di condividerlo.

La novità di quest’anno rispetto allo scorso è che gli incontri saranno, dunque, un terreno comune per operatori, pazienti e familiari su cui co-costruire insieme storie di salute e di malattia. Esplorare e condividere chiavi di lettura per accrescere la consapevolezza dell’importanza della narrazione di sé e dell’altro nel lavoro di cura: uno spazio di riflessione, di rispecchiamento nella propria Storia per ricomprendersi e risignificarsi in una nuova Storia di valori e talenti ritrovati.

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