La Coppa Italia torna a Napoli per la sesta volta

La Coppa Italia torna a Napoli per la sesta volta

Ieri sera allo stadio Olimpico di Roma si sono fronteggiate due squadre in un partita che era  molto di più di un semplice incontro calcistico: Napoli vs Juventus, una lotta tra due acerrimi nemici sportivi che ha visto lasciare il campo da vicente la squadra azzurra mandando in visibilio l'intera città partenopea.

Ieri sera allo stadio Olimpico di Roma si sono fronteggiate due squadre in un partita che era  molto di più di un semplice incontro calcistico: Napoli vs Juventus, una lotta tra due acerrimi nemici sportivi che ha visto lasciare il campo da vincente la squadra azzurra mandando in visibilio l’intera città partenopea.


Il Napoli arriva comunque all’appuntamento a Roma con una buona dose di morale, l’obiettivo Coppa Italia è pur sempre un obiettivo prestigioso con un campionato iniziato male ed un cambio panchina, e aver saputo controbattere una squadra tecnicamente forte come l’Inter (dopo una sosta così lunga) è un buon segno.

il risultato era in parità ma anche se provenivano da mesi di lockdown, sembrava che il Napoli avesse più spinta nelle gambe, un palo negli ultimi minuti ne è testimone, ma è segno che dovessero andare ai rigori e dopo l’ultimo gol di milik, il Napoli può finalmente sollevare la coppa – la sesta Coppa Italia della sua storia, dopo un lungo periodo di astinenza ed esultare anche se in uno stadio vuoto x le misure anti covid.
Bellissimo gesto in occasione della premiazione post-partita, insieme al presidente azzurro Aurelio De Laurentiis, anche il collega della Juventus Agnelli ha premiato i calciatori della formazione partenopea consegnando le medaglie.
Una gioia immensa per Gennaro Gattuso che conquista il suo primo trofeo da allenatore, al contrario di Sarri che manca ancora l’appuntamento con il suo primo titolo nel calcio italiano che conta.
Festeggiavano quasi in forma privata in uno stadio vuoto, dall’altra parte le strade della loro città si riempivano di tifosi festanti e in attesa del rientro in città dei propri beniamini.
Hanno dovuto evitare la stazione centrale piena di tifosi esultanti e tornare ad Fragola dove sono apparsi i campioni del Napoli che hanno voluto salutare i 4mila appassionati assiepati all’esterno della stazione, cori contro la Juve, l’immancabile ‘Un giorno all’improvviso’ e applausi per Rino Gattuso che è stato l’ultimo ad uscire alle 4.

A piazza Trieste e Trento e alla stazione centrale si presenta uno spettacolo di corpi festanti dentro la fontana, motorini impazziti, cori e fuochi d’artificio, la voglia di festeggiare, di gridare al mondo intero la loro felicita è più forte di qualsiasi regola , di qualsiasi divieto.
Questa vittoria ha un forte significato simbolico e non solo perché di fronte avevano l’avversario numero uno, quello da battere, “i non colorati” per dirla in gergo goliardico calcistico, un popolo che grida la sua fame di vendetta calcistica, una festa liberatoria, forse anche in parte dovuta ai mesi di “reclusione” per l’emergenza sanitaria ha invaso le strade di Napoli
Il comitato medico scientifico ha commentato negativamente le immagini che si sono viste sui social sui festeggiamenti in piazza, assenza totale di mascherine e nessuna preoccupazione al distanziamento sociale, per fortuna si sono verificati a Napoli dove le misure di prevenzione estremamente rigide durante il lockdown sono state applicate in misura molto civile e l’incidenza del virus è stata minore rispetto ad altri luoghi, “Non vorrei che riprendessimo con comportamenti errati ” conclude il comunicato, che si era mostrato favorevole alle proposte della Figc per non limitare al massimo l’indotto del calcio nel nostro paese.

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