EDITOREEL: Grech, il cardinale che vuole la Chiesa arcobaleno
Mario Grech, ex conservatore, oggi è tra i volti più discussi e — per alcuni — più promettenti del Conclave. Il mondo è pronto per una Chiesa arcobaleno, accogliente, ma ancora saldamente spirituale?

Una Chiesa arcobaleno, un cardinale che parla apertamente di accoglienza Lgbt, che viene attaccato da Salvini per aver mostrato il rosario, e che immagina una Chiesa orizzontale… più vicina alle persone.
Sto parlando del cardinale Mario Grech, ex conservatore, oggi tra i volti più discussi e — per alcuni — più promettenti del Conclave.
Grech è stato definito un ‘tessitore’, un uomo del dialogo. Ma negli ultimi anni, ha fatto parlare di sé anche per scelte nette e coraggiose.
E’ rimasto in silenzio quando molti maltesi lasciavano la Chiesa per protesta contro l’esclusione dei fedeli Lgbt per poi cambiare tono e invitare la Chiesa a essere più accogliente, più creativa, più vicina alle famiglie contemporanee. Perché, ha detto un paio d’anni fa, “i colori non si escludono, si armonizzano.”
Troppo progressista? Secondo qualcuno, sì. Il cardinale Müller lo accusa apertamente di voler trasformare la Chiesa in una Ong mondiale.
Ma altri vedono in lui un ponte tra passato e futuro, tra dottrina e ascolto, tra fedeltà e cambiamento.
E poi c’è quel aneddoto curioso nel 2016: Quando guidò un pellegrinaggio per chiedere la pioggia. In molti lo derisero ma… pochi giorni dopo piovve davvero. Coincidenza?
La domanda è: Il mondo è pronto secondo voi per una Chiesa così? Arcobaleno, accogliente, ma ancora saldamente spirituale?
