In occasione del 20° compleanno stiamo apportando un restyling totale al sito e non solo. Potrebbero quindi manifestarsi malfunzionamenti e ritardi durante la consultazione del giornale on line.

Massimo Troisi sosteneva, a ragione, che si ricomincia da 3 e mai da zero. Perché è importante riconoscere e conservare le cose buone fatte.  

Special ricomincia, ancora una volta, ma da 20!

Nata in un periodo delicatissimo quale il passaggio dall’analogico al digitale in cui si è stati costretti più volte a mettersi in discussione e a “ricominciare”.

E’ così che la rubrica di informazione tv auto prodotta e distribuita ad oltre sessanta emittenti private d’Italia (2001) si è trasformata in testata giornalistica (2003) per poi approdare su internet come primo canale web di video on demand (2005) e trasformarsi, ancora, nel primo sito di citizen journalism in crowdfunding (2009).

20 anni di contatti, scoop e collaborazioni con realtà nazionali e internazionali lungo un percorso fatto di inventiva, lungimiranza, coraggio nella sperimentazione e volontà di mettersi in discussione per ritrovarsi ad essere sempre pionieri. Un percorso tortuoso e difficile che, nonostante i buoni risultati e i riconoscimenti, è stato ed è ancora intrapreso con umiltà

È l’umiltà l’elemento che distingue Special dalle altre testate (antiche e recenti): 

Umiltà nel pubblicare solo notizie verificate e non ricercate sul web tra quelle sensazionali della giornata per conquistare qualche click in più. 

Umiltà nle considerare unicamente comunicati e inviti diretti e inviati da professionisti con cui è possibile interfacciarsi, non attraverso il moderno e freddo metodo delle newsletters.

Umiltà con i followers, tutti “veri” (organici, dicono gli esperti di web marketing), con una copertura che talvolta supera il 1000% dei like, secondo le stime dei canali social.

Così come dimostrano umiltà i collaboratori (giornalisti tesserati) che dipendono dalla rete, attraverso un sistema di crowdfunding diretto, convinti come Montanelli che “l’unico padrone del giornalista è il lettore!”. Io sono anche convinta che è il giornalista, con il suo lavoro, a fare importante una testata e non il contrario.

Da 20 anni indipendente, libera e imparziale, rivolta a utenti partecipi e attivi.

Come si può notare, sul sito non c’è pubblicità. Nessun popup fastidioso o video invadenti.  La testata non è sostenuta da finanziamenti di altro tipo né è legata a qualche corrente politica o di opinione. Ciò perché resti libera e affidabile. 

Libera di pubblicare ciò che è davvero particolare, positivo e che può essere di monito e di esempio (come da linea editoriale), indipendentemente dal numero di clic che il servizio può generare.

Ma in qualche modo è necessario coprire i costi e l’impegno che tale attività richiede, soprattutto se fatta con professionalità e dedizione.

Per questo motivo viene richiesta una donazione minima di 10 euro l’anno per accedere alla lettura di tutti gli articoli.

Senza rinnovo automatico perché  trovo stimolante conoscere i sostenitori e poter interagire con loro. Insomma, Special è l’unica testata gestita interamente da giornalisti senza scopo di lucro pur non appartenendo a nessuna corrente particolare. 

A proposito di partnership: è possibile sostenere la testata riscuotendo in cambio una ricompensa, proprio come ogni altra produzione dal basso.

Ricompensa che consiste in quasi 30 anni di esperienza, contatti e professionalità messi a disposizione di chi ha interesse a far crescere l’awareness ma non ha le risorse economiche necessarie in questi casi.

Anche i canali social sono stati modificati:
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