Paolo Mieli lectio magistralis al Suor Orsola.

“Napoli cent’anni fa. La città al tempo della marcia su Roma” è stato il tema della lectio magistralis di Paolo Mieli, storico, giornalista, intervenuto all’istituto universitario “Suor Orsola Benincasa” di Napoli per la conclusione delle attività didattiche della scuola di giornalismo.
La lectio è stata introdotta dal Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa Lucio d’Alessandro e dal direttore della scuola di giornalismo Marco Demarco.

Napoli si rivela una delle capitali del fascismo, gli studi più recenti iniziano a scoprire il vero volto del capoluogo campano al tempo del regime.

Paolo Mieli giornalista storico ed ex direttore del corriere della sera nel suo discorso ha affrontato il tema del fascismo, un tuffo in un passato apparentemente assai lontano dal quale ancora oggi è possibile trarre insegnamento.
Si è anche assunto il compito di coordinare gli studenti attraverso le immagini di una città che inizialmente appoggiava il movimento fascista per poi diventarne un simbolo di lotta con le quattro giornate.
Dalle parole di commento del giornalista per conoscere il futuro di una città bisogna guardarsi indietro, è un lavoro che dobbiamo fare per guardarne le potenzialità ed è un’attività che io consiglio a tutti i miei studenti che iniziano questa carriera quali sono le premesse e come trovare una via per il futuro.
Nelle cronache storiche Partenope è diventata una città idealmente antifascista e ciò si deve non solo alle ben note “quattro giornate di Napoli”, la ragione sta anche nel grande numero di cittadini che chiesero attestazioni e certificato di benemerenza agli Alleati entrati in città nel 1943, richieste su cui gli americani hanno nutrito alcuni dubbi.

I temi illustrati hanno riguardato i lavori della scuola di giornalismo con un occhio puntato al periodo attuale, al governo contemporaneo, ad un eventuale braccio di ferro con il Presidente della Repubblica, alla sottolineatura che la città di Napoli può fare la differenza.

Si sono toccati i vari punti il periodo napoletano in cui la città non era fascista ma lo diventò successivamente, come la capacità della città di adattarsi, il Regno delle due Sicilie, avevano una traduzione millenaria ma con l’arrivo dei Savoia i napoletani si inventarono una nuova identità.
Ritornando al fascismo, continua il giornalista, il napoletano ha creato un fascismo particolare non violento ma che ha selezionato personaggi particolari fino ad arrivare all’insurrezione popolare.

«La scuola di Giornalismo del Suor Orsola, ha sottolineato il rettore Lucio d’Alessandro, si avvia a compiere vent’anni, un lungo percorso di alta formazione nel quale abbiamo avviato alla professione oltre 200 giornalisti oggi professionisti di prestigiose testate giornalistiche di rilievo nazionale e lo abbiamo fatto, a partire dalla nostra aula dedicata a Giancarlo Siani, sempre con la memoria viva del suo prezioso insegnamento di un giornalismo al servizio della verità, della denuncia, della ricerca e dell’approfondimento, anche grazie al contributo di grandi Maestri di questa nobile professione come Paolo Mieli, solo per citarne uno»

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