Violenza sulle donne, il convegno al Consiglio Regionale Campania

Al Consiglio regionale della Campania, sala Nassiriya, si è tenuto il convegno “NO alla violenza sulle donne – La mia scarpa rotta”, organizzato dal Gruppo regionale della Lega di concerto con i Dipartimenti Pari Opportunità e Disabilità.


Sono intervenuti Severino Nappi, capogruppo regionale della Lega, la consigliera Carmela Rescigno presidente della Commissione Anticamorra, il sottosegretario di Stato per i Rapporti con il Parlamento Giuseppina Castiello, il senatore Gianluca Cantalamessa, la responsabile regionale del Dipartimento Disabilità Nada Salineri (coordinatrice dei lavori), la responsabile regionale del Dipartimento Pari Opportunità Antonella Lettieri, la responsabile regionale del Dipartimento Cultura Fabiana Gardini.

Il vertice della lega campana ha organizzato un incontro interdisciplinare con un avvocato, una psicologa, col sottosegretario di Stato per i rapporti col Parlamento parlando anche di casi di cronaca recenti.

“Ricordare le vittime di questi odiosi delitti è un dovere e noi della lega stiamo dimostrando di essere anche qui in Campania motori di questo percorso come dimostrano le scelte di valorizzazione delle donne con la nomina di Pina Castiello sottosegretario di Stato e Carmela Rescigno a presidente della commissione anticamorra” le parole di Severino Nappi capogruppo della lega nel consiglio regionale intervenuto al convegno.

La psicologa Antonella Lettieri ha raccontato quanto sia difficile l’argomento quanto siamo indietro nell’affrontare dal punto di vista sociale e legale, solo negli ultimi anni ci sono state leggi a favore della violentate come lo stalking e il cosiddetto “codice rosso”.

“Il 25 novembre è una data scelta non a caso perché si consumava nella Repubblica Dominicana il femminicidio di tre donne, tre sorelle che sarebbero poi diventate guerriere simbolo di una battaglia”.
“Tre donne che avevano come nome di battaglia le farfalle, erano delle rivoluzionarie per le loro idee politiche che andavano contro un regime di iperbole del maschilismo più nero e crudo, parliamo di Trujillo, un dittatore sanguinario espressione del maschilismo nero”.
“Vennero violentate in maniera brutale vennero picchiate, e fecero ritrovati i loro corpi in un posto per far passare questo femminicidio per un incidente stradale, evento che salì agli onori cronache internazionali”

Ha concluso il suo intervento ponendo il discorso sull’educazione in famiglia il figlio che vede il padre violento diventerà violento oppure il genitore anaffettivo che non è una colpa purtroppo trasmetterà questa mancanza al figlio, questo clima familiare viene a sua volta trasmesso all’interno della generazione e quando si cresce in una famiglia così deviata il figlio naturalmente subirà queste devianze, il bambino maschio purtroppo subirà ancora di più questo difficile rapporto genitoriale.

La sottosegretaria Castiello “Mi vengono a mente nomi di poveri ragazze in ultima quella povera che scappava dall’ucraina in guerra ed ha incontrato il proprio carnefice”.
“Il codice rosso che è entrato nella nostra legislazione come anche il reato di stalking ormai da qualche anno ma c’è tanto ancora da fare per aiutare le vittime che hanno subito in prima persona e qui abbiamo sentito una testimonianza della violenza con la madre di Fabiana Cantone che si è tolta la vita per vergogna”.

L’avvocato Mancuso al tavolo dei relatori ha fatto un excursus su quella che è la legislazione contro le donne dagli anni 80 ad oggi.
“Il reato violenza non era un reato contro la persona ma contro la morale, perché reato contro la specie soltanto negli anni 96 è tornato ed è stato modificato in reato contro la persona, tant’è vero che solo negli anni 90 la donna è riuscita a costituirsi e vedere risarcimento civile, dal 96 si riconosce il reato contro la donna e dare tutele ad essa”.
“La suprema corte ha stabilito che non fosse violenza, in un caso che ha fatto clamore agli onori della cronaca perché la donna indossava i jeans e quindi non fosse possibile violenza, ha dato per scontato che ci fosse consenso”.

In conclusione l’intervento della mamma di Fabiana Cantone, la giovane che non ha retto alle tante umiliazioni dovute al cosiddetto “revenge porn” e si è tolta la vita per la vergogna ed è stata l’occasione per ricordare l’impegno civico di Elisa Russo, dirigente della Lega campana, prematuramente scomparsa.




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