Memorie di donne al teatro Tor Bella Monaca di Roma

Sei bravissime protagoniste – Lunetta Savino, Carlotta Natoli, Bianca Nappi, Simonetta Solder, Chiara Tomarelli, Mia Benedetta – hanno reso una emozionante serata di teatro civile, all’interno della rassegna Memoralia al Teatro Tor Bella Monaca di Roma, grazie all’esecuzione di “Tante Facce nella Memoria”.

Per la regia di Francesca Comencini, curato da Mia Benedetta, e liberamente tratto dalle registrazioni raccolte da Alessandro Portelli in “L’ordine è già stato eseguito”, il lavoro narra la storia di sei donne – partigiane e non – che nel 1944 vissero la strage delle Fosse Ardeatine, la crudele rappresaglia tedesca che seguì l’attentato di via Rasella del 23 marzo. Un allestimento semplice e rigoroso, con le sei attrici sedute affiancate, ciascuna nel ruolo di una delle sei donne testimoni, raccontando a turno la propria storia.

Storia personale che diventa anche collettiva nel momento in cui il dolore per la perdita di uno o più cari – mariti, fratelli, padri… – è parte di una tragedia più grande di cui un’intera città, e quindi un intero Paese, si è trovata ad essere vittima. Il valore della memoria risiede anche in questo: condividere una sofferenza ne allevia il peso, ma in primis è proprio l’esistenza di una memoria che consente a ciascuno di noi di costruire una propria identità.

E se questo è cruciale sul piano personale, vi sono altri fattori che invece contano sul piano collettivo: non dimenticare, tenere il punto sulla realtà e sulla dinamica dei fatti, contrastare con ostinazione le menzogne della propaganda sono doveri morali, sono battaglie che vanno combattute non solo per rispetto alle vittime, ma anche per rispetto della Verità e della Giustizia.

Intense, appassionate e partecipate le interpretazioni delle sei validissime attrici, in un crescendo di emozioni e di tensione. Il loro talento e la potenza del testo non richiedono scenografie accattivanti né elaborati movimenti di scena: la storia, di fatto un racconto unico ma a più voci, dà tutto quel che serve, e polarizza l’attenzione – cerebrale ed emotiva – dello spettatore rendendolo partecipe di una delle pagine più drammatiche della nostra storia.

Al termine, dopo i meritati applausi, le attrici sono state raggiunte sul palco dall’autore delle interviste che hanno dato idea al racconto, Alessandro Portelli, per una breve conversazione sulle origini di questo lavoro e, più in generale, sull’importanza della memoria e del dialogo: una comunicazione che parte da chi racconta, passa per chi ascolta e trascrive, ed arriva a chi legge ed interpreta. A testimonianza di quanto siano importanti accuratezza e rispetto verso chi è il depositario vivente della nostra storia, e ci si offre per consentirci di raccoglierla e tramandarla a chi verrà dopo di noi.

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