Monkina reporter per un giorno a Roma

Per l’uscita della guida ROMA IN BICI, Un museo all’aperto di José M. Carcion,  Monkina, la gattina che ama viaggiare in uno zainetto, ha partecipato alla biciclettata con l’autore  organizzata da Edizioni Lupo per vivere in prima persona l’esperienza a pedali in uno degli itinerari trattati nel libro. Per farlo, questa volta il felino ha lasciato a casa la sua classica capsula viaggiante per un’altra più adatta alle due ruote.

Il libro “Roma in Bici, Un museo all’Aperto — percorsi turistici classici e insoliti per le due ruote” — è una guida con 74 mappe e 92 percorsi, per un totale di circa 320 km, che si possono combinare tra loro per creare itinerari piu estesi. Se ne illustrano undici, che seguono prevalentemente piste ciclabili, sentieri sterrati agevoli, strade ampie e poco trafficate, e quando non ci sono piste, marciapiedi (con la bici a mano). La guida è diretta ai ciclisti che puntano a un’uscita tranquilla, non agonistica, che abbia anche un valore culturale.
Sport, salute e cultura costituiscono il proposito di questo libro, che è una novità anche perché a Roma, da un paio d’anni, fioriscono piste ciclabili che ampliano finalmente gli spazi destinati alle biciclette e contribuiscono a collegare zone differenti di una città sconfinata ed anche molto verde, tra le piu’ verdi d’Europa. 
Più che una guida è uno stimolo a esplorare per sfociare in vicoli, borghetti, parchi cittadini e monumenti, incuneandosi anche nella città viva, lontana dai circuiti turistici propriamente detti. 
Non solo chi ama le lunghe pedalate potrà apprezzare questa immersione in una città con tante storie da raccontare, dove sono descritti con chiarezza gli itinerari che conducono a siti culturali, anche poco conosciuti. 
Un libro che stimola anche una cittadinanza attiva per conoscere, prendere coscienza, suggerire comportamenti tesi a modificare – proprio oggi che è così necessario – una città pensata soprattutto per le automobili e che dovrebbe accogliere anche le istanze di chi pratica una mobilità alternativa. Il cicloturismo non è solo un’opportunita’ di benessere psicofisico ma anche culturale, un impegno per far emergere una città “invisibile” e per sognare ed avvicinarsi a una città “vivibile”.

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