Il Grande Grabski e la psicanalisi che fa ridere al 7Off di Roma

Tratto dal romanzo omonimo di Marco Rinaldi, che ne ha curato l’adattamento teatrale insieme al regista Paolo Vanacore, “Il grande Grabski” è una divertente commedia in scena sino al 23 ottobre al Teatro 7 Off di Roma, interpretata da Toni Fornari, Riccardo Bàrbera e Carmen Di Marzo.

Il protagonista, Maurizio (Toni Fornari, perfettamente a suo agio con tutti i registri), soffre di eiaculazione precoce: la moglie lo convince ad affrontare il problema con l’aiuto di uno psicanalista, appunto il dottor Grabski, esuberante e volatile: si presenta come di scuola freudiana, ma poi cambia casacca e diventa lacaniano, e poi ancora junghiano. L’importante è che Maurizio paghi i suoi 125 Euro a seduta, tre volte a settimana.

Così, mentre la moglie Francesca (la brava ed efficace Carmen Di Marzo) trova consolazione nello yoga (e soprattutto nell’istruttore di yoga…), Maurizio si trova preda dell’esagitato dottor Grabski, un istrionico Riccardo Bàrbera, che fa di tutto per costringerlo ad aderire ad una serie di cliché del mondo della psicoanalisi: il complesso di Edipo, l’omosessualità latente, l’odio verso il padre… Maurizio tenta di opporsi a questa grottesca pseudoterapia, per poi cedere – pur di accontentare il dottore – trovandosi così via via vittima di una spirale che lo conduce a perdere la moglie, il lavoro, i risparmi, persino i propri genitori.

Sul palco si alternano due spazi, quello privato con la moglie, e quello clinico dallo psicoanalista; Maurizio si trova sballottato dall’uno all’altro, nel disperato tentativo di compiacere entrambi i suoi interlocutori (che non si inconteranno mai), tra dialoghi esilaranti e battute fulminanti; fino a giungere, in un modo o nell’altro, alla soluzione del suo problema – gettando peraltro nello stupore il dottore, che per primo si sorprende di essere effettivamente riuscito ad aiutare un paziente.

 

Si esce dalla sala (a proposito: è possibile acquistare il romanzo al banchetto dedicato in platea) con la consapevolezza che, al di là dello specifico problema del protagonista, ci troviamo un po’ tutti in condizioni simili: alla ricerca della nostra strada ed alle prese con i condizionamenti che ci vengono dalle persone – amici, parenti, colleghi, dottori – che ci circondano. Ma soprattutto si ride moltissimo, per la bravura degli interpreti nonché per la qualità della scrittura, venata di un umorismo a volte esplicito a volte sottile, ma sempre efficace. Volendo affidarsi ad un facile gioco di parole: lo spettacolo “è venuto” proprio bene!

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