‘Le ultime parole del boss’, presentato il documentario RAI di Mattone

Nella Casa Circondariale “Giuseppe Salvia” è stato presentato in anteprima nazionale “Le ultime parole del boss”,  il documentario che andrà in onda in prima serata il 30 settembre su Rai Due.

La coproduzione Rai Documentari e B&B Film per la regia di Raffaele Brunetti che lo ha scritto insieme ad Antonio Mattone ed Enrico Nocera, tratto dal libro “La Vendetta del Boss” di Antonio Mattone, racconta la storia del vicedirettore del carcere di Poggioreale, Giuseppe Salvia, ucciso per volontà di Raffaele Cutolo, il boss che ha costruito la sua “carriera” senza mai uscire dal carcere.

Hanno preso parte alla presentazione in una aula del carcere strapiena di addetti ai lavori e detenuti, gli autori Raffaele Brunetti, Antonio Mattone ed Enrico Nocera, il direttore di Rai Documentari Fabrizio Zappi, il direttore della Casa Circondariale Carlo Berdini con il comandante Gaetano Diglio, i figli del vicedirettore Salvia, Claudio e Antonino, e la vedova Giuseppina Troianiello.


Antonio Mattone decide di riportare alla luce questa vicenda e cercare la verità, studia documenti nei sotterranei del carcere, incontra la famiglia, i colleghi, le guardie carcerarie, i cappellani, l’avvocato del boss e, soprattutto, parla con il mandante dell’omicidio, Raffaele Cutolo.

Nel film le impressioni del giornalista a cui il boss concede un’intervista, la prima dopo decenni e l’ultima prima di morire, e, per la prima volta, la più grande ammissione: “Sì, l’omicidio Salvia l’ho fatto io”.

Un documentario che ha mostrato a chi non fosse del mestiere a chi non conoscesse dettagli dell’epoca, inizi anni 80, la competenza, la bravura e l’uomo che era il vice direttore.

Narra le vicende familiari ed umane del vicedirettore, che si sacrificava e non si limitava mai ad aiutare il prossimo e i detenuti.

Racconta l’episodio di quel detenuto che era stato accoltellato in carcere nell’emergenza del terremoto dell’80, quando la situazione all’interno era diventata veramente difficile con i detenuti che ne hanno approfittato per attuare regolamenti di conti, per eliminare detenuti scomodi.
Uno di loro era stata accoltellato e trovato dal medico del carcere e dal direttore il quale non ha aspettato l’ambulanza e ha portato direttamente il detenuto in ospedale con la macchina privata, con una dimostrazione di umanità unica nel suo genere

Il documentario e l’aula piena sono un esempio di come il vice direttore oltre a essere una persona per bene era anche una persona molto stimata.

Antonio Mattone, che è riuscito nell’ impresa considerata impossibile, in cui tutti avevano sempre fallito, fargli confessare un omicidio, la forza della legalità all’onda d’urto dell’antistato, negli anni più bui della storia di Napoli e dell’Italia intera.

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